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Dall’assemblea cittadina un sì alla fusione
La comunità di Fosciandora favorevole a unirsi con un’altra amministrazione: in pole Pieve Fosciana
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FOSCIANDORA. Pronti alla fusione con Pieve Fosciana. Venerdì l’assemblea cittadina di Fosciandora, convocata dall’amministrazione del sindaco Moreno Lunardi, ha confermato che anche nella comunità l’idea di una fusione, con il Comune amministrato dal sindaco Francesco Angelini sarebbe ben accetta.
La sala “Zucchi” di Migliano ha visto una folta partecipazione al dibattito aperto dal primo cittadino. Certo, qualche perplessità, un po’di dubbi e anche un po’di dispiacere per la possibilità di vedere finita o meglio cambiare la storia del comune è viva tra gli abitanti. «Ma mi pare che si siano resi conto che è un passo necessario per poter continuare a vivere in queste terre – dice il sindaco Lunardi – comunque siamo ancora in una fase del tutto ipotetica. Sono rimasto sorpreso dall’accoglienza della notizia da parte dei cittadini, hanno risposto in modo positivo e li ringrazio. Certo, dovremo ben capire quale potrebbe essere il futuro riguardo alcuni servizi come la posta, la farmacia o gli stessi uffici comunali. Dubbi legittimi di una comunità. Sull’altro piatto della bilancia la fusione aiuterà laddove mancano fondi per la manutenzione ordinaria. In questi anni non abbiamo mai potuto partecipare ad alcun bando dove magari si chiedeva una compartecipazione del Comune solo per il 20% perché non riuscivamo a raccogliere tali risorse».
Entro il 21 maggio i paesani potranno esprimere una preferenza sul comune con il quale effettuare la fusione tra i tre confinanti: Pieve Fosciana, per il quale sono già stati allacciati rapporti anche politici, Castelnuovo, con cui alcuni servizi sono stati in passato gestiti assieme, e Barga. «In campagna elettorale mi ero detto contrario alla fusione – ricorda il sindaco – perché credevo nell’Unione dei Comuni. Oggi purtroppo mi pare che questo ente non sia decollato. Credo che la cosa migliore sia suddividere il territorio in tre ambiti, in tre grossi comuni se vogliamo: Castelnuovo, Piazza al Serchio e Gallicano. Chissà se ci arriveremo mai. Ora aspettiamo l’esito di queste votazioni. Se ci sarà una partecipazione importante, almeno il 50-60% dei volantini che abbiamo distribuito torneranno in comune, allora ci rivolgeremo alla Regione per rispondere ad alcuni dubbi sia nostri che della comunità e poi faremo partire l’iter. Ci preme che Fosciandora mantenga comunque una sua identità politica».
«Se ho parlato con Angelini? Per ora solo al bar – sorride Lunardi – aspettiamo ancora qualche settimana poi ci siederemo al tavolo con il Comune scelto dai paesani per capire se ci sono reali prospettive per una fusione».
Luca Dini
La sala “Zucchi” di Migliano ha visto una folta partecipazione al dibattito aperto dal primo cittadino. Certo, qualche perplessità, un po’di dubbi e anche un po’di dispiacere per la possibilità di vedere finita o meglio cambiare la storia del comune è viva tra gli abitanti. «Ma mi pare che si siano resi conto che è un passo necessario per poter continuare a vivere in queste terre – dice il sindaco Lunardi – comunque siamo ancora in una fase del tutto ipotetica. Sono rimasto sorpreso dall’accoglienza della notizia da parte dei cittadini, hanno risposto in modo positivo e li ringrazio. Certo, dovremo ben capire quale potrebbe essere il futuro riguardo alcuni servizi come la posta, la farmacia o gli stessi uffici comunali. Dubbi legittimi di una comunità. Sull’altro piatto della bilancia la fusione aiuterà laddove mancano fondi per la manutenzione ordinaria. In questi anni non abbiamo mai potuto partecipare ad alcun bando dove magari si chiedeva una compartecipazione del Comune solo per il 20% perché non riuscivamo a raccogliere tali risorse».
Entro il 21 maggio i paesani potranno esprimere una preferenza sul comune con il quale effettuare la fusione tra i tre confinanti: Pieve Fosciana, per il quale sono già stati allacciati rapporti anche politici, Castelnuovo, con cui alcuni servizi sono stati in passato gestiti assieme, e Barga. «In campagna elettorale mi ero detto contrario alla fusione – ricorda il sindaco – perché credevo nell’Unione dei Comuni. Oggi purtroppo mi pare che questo ente non sia decollato. Credo che la cosa migliore sia suddividere il territorio in tre ambiti, in tre grossi comuni se vogliamo: Castelnuovo, Piazza al Serchio e Gallicano. Chissà se ci arriveremo mai. Ora aspettiamo l’esito di queste votazioni. Se ci sarà una partecipazione importante, almeno il 50-60% dei volantini che abbiamo distribuito torneranno in comune, allora ci rivolgeremo alla Regione per rispondere ad alcuni dubbi sia nostri che della comunità e poi faremo partire l’iter. Ci preme che Fosciandora mantenga comunque una sua identità politica».
«Se ho parlato con Angelini? Per ora solo al bar – sorride Lunardi – aspettiamo ancora qualche settimana poi ci siederemo al tavolo con il Comune scelto dai paesani per capire se ci sono reali prospettive per una fusione».
Luca Dini
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