Il presidio
IL CASO
Sulla Kme i sindacati vanno alla guerra, ma tra di loro
BARGA. Mentre da un lato si cerca una soluzione ai problemi dei lavoratori, dall’altro chi dovrebbe impegnarsi a risolverli è al momento occupato in una vera e propria faida, a suon di comunicati...
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BARGA. Mentre da un lato si cerca una soluzione ai problemi dei lavoratori, dall’altro chi dovrebbe impegnarsi a risolverli è al momento occupato in una vera e propria faida, a suon di comunicati stampa. Stiamo parlando del caso della Kme: sulle strategie da adottare per rilanciare la produzione e l’occupazione dell’azienda si assiste infatti da tempo a una netta divisione tra i sindacati, con la Fiom Cgil da una parte e la Fim Cisl dall’altra.
E dopo le accuse arrivate dalla Fiom, attraverso Massimo Braccini (che aveva parlato di Fim “filoaziendalista”) arriva la risposta della segretaria di Fim Cisl Narcisa Pellegrini, che parla di Fiom priva di argomentazioni: «La rappresentatività di cui parla (Braccini ndr), l’hanno espressa a maggioranza (70%) i lavoratori quando hanno deciso (contro la sua indicazione) di continuare a “prendere per mano” il proprio futuro di lavoro affinché la fabbrica continui a garantire occupazione e futuro di lavoro a tutti. Chi strumentalmente ci da oggi dei filoaziendalisti continua a dimostrare di non aver capito il senso dell’accordone unitariamente firmato il 22 giugno a Firenze, a partire dal piano industriale che finalmente esprime concretezza. Se è di una “autonoma analisi sindacale” di cui vogliamo trattare, Fiom ci faccia capire se parliamo di numeri o dei “sacrifici” che da anni i lavoratori stanno patendo per mantenere e rilanciare il proprio posto di lavoro. Continuare ad affermare che, “guardare al futuro” è puerile, significa continuare ad offendere l’intelligenza dei lavoratori che hanno creduto e credono in un progetto votandolo a larghissima maggioranza. Il resto è da conquistare; e alla meta vogliamo arrivarci tutti insieme».
E dopo le accuse arrivate dalla Fiom, attraverso Massimo Braccini (che aveva parlato di Fim “filoaziendalista”) arriva la risposta della segretaria di Fim Cisl Narcisa Pellegrini, che parla di Fiom priva di argomentazioni: «La rappresentatività di cui parla (Braccini ndr), l’hanno espressa a maggioranza (70%) i lavoratori quando hanno deciso (contro la sua indicazione) di continuare a “prendere per mano” il proprio futuro di lavoro affinché la fabbrica continui a garantire occupazione e futuro di lavoro a tutti. Chi strumentalmente ci da oggi dei filoaziendalisti continua a dimostrare di non aver capito il senso dell’accordone unitariamente firmato il 22 giugno a Firenze, a partire dal piano industriale che finalmente esprime concretezza. Se è di una “autonoma analisi sindacale” di cui vogliamo trattare, Fiom ci faccia capire se parliamo di numeri o dei “sacrifici” che da anni i lavoratori stanno patendo per mantenere e rilanciare il proprio posto di lavoro. Continuare ad affermare che, “guardare al futuro” è puerile, significa continuare ad offendere l’intelligenza dei lavoratori che hanno creduto e credono in un progetto votandolo a larghissima maggioranza. Il resto è da conquistare; e alla meta vogliamo arrivarci tutti insieme».
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