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Ancora sacchi di rifiuti a Tassignano
Resta da completare l’operazione di bonifica nell’area antistante l’aeroporto di Capannori
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CAPANNORI. Sono passate settimane dall’intervento di bonifica, ma i mucchi di rifiuti sono ancora lì. Pare nuovamente in stallo la situazione nel demanio militare antistante l’aeroporto di Tassignano, dove nel tempo la mancanza di controlli e la posizione isolata hanno incentivato la pratica incivile di abbandono dei rifiuti, portando alla creazione di vere e proprie discariche a cielo aperto. Già alcune settimane fa il comitato di Tassignano, tramite le pagine del Tirreno, aveva lanciato un appello urgente alle autorità civili e militari affinché la situazione venisse velocemente risolta, con particolare riferimento alla presenza di pericolosi ondulati in eternit. Lastre in amianto potenzialmente assai pericolose per chiunque si fosse ritrovato a passeggiare nelle vicinanze della zona.
In quell’occasione pareva che la richiesta fosse giunta alle orecchie giuste, tanto che nel giro di un paio di giorni l’esercito si era attivato rimuovendo gli ondulati in questione e provvedendo a demolire parte della vecchia baracca per pastori, anch’essa coperta di pannelli di amianto.
Contestualmente alle sbarre di accesso erano stati installati nuovi lucchetti (dato che quelli precedenti erano stati tranciati) e i rimanenti rifiuti erano stati insaccati più o meno ordinatamente sul luogo, lasciando presumere che nei giorni successivi l’area sarebbe stata completamente bonificata. Ma le speranze di una rapida conclusione della vicenda sono, per il momento, rimaste inesaudite: accanto alla baracca semidemolita, infatti, i numerosi sacchi dell’immondizia fanno ancora “bella” mostra di sé, attirando insetti e animali selvatici. Inoltre, nonostante siano state effettivamente rimosse le lastre in eternit, vi sono ancora alcuni rifiuti molto inquinanti come batterie esauste, vecchi elettrodomestici e grossi flaconi pieni di liquidi non meglio identificati, che pur non costituendo un immediato pericolo per la salute delle persone rappresentando sicuramente una grave minaccia ambientale, rilasciando veleni nel terreno sottostante ogni giorno che passa.
Un ultimo sforzo, quindi, viene richiesto dagli abitanti affinché il lavoro venga rapidamente completato, a salvaguardia dell’ambiente e per prevenire in futuro ulteriori abbandoni.
Andrea Giorgi
In quell’occasione pareva che la richiesta fosse giunta alle orecchie giuste, tanto che nel giro di un paio di giorni l’esercito si era attivato rimuovendo gli ondulati in questione e provvedendo a demolire parte della vecchia baracca per pastori, anch’essa coperta di pannelli di amianto.
Contestualmente alle sbarre di accesso erano stati installati nuovi lucchetti (dato che quelli precedenti erano stati tranciati) e i rimanenti rifiuti erano stati insaccati più o meno ordinatamente sul luogo, lasciando presumere che nei giorni successivi l’area sarebbe stata completamente bonificata. Ma le speranze di una rapida conclusione della vicenda sono, per il momento, rimaste inesaudite: accanto alla baracca semidemolita, infatti, i numerosi sacchi dell’immondizia fanno ancora “bella” mostra di sé, attirando insetti e animali selvatici. Inoltre, nonostante siano state effettivamente rimosse le lastre in eternit, vi sono ancora alcuni rifiuti molto inquinanti come batterie esauste, vecchi elettrodomestici e grossi flaconi pieni di liquidi non meglio identificati, che pur non costituendo un immediato pericolo per la salute delle persone rappresentando sicuramente una grave minaccia ambientale, rilasciando veleni nel terreno sottostante ogni giorno che passa.
Un ultimo sforzo, quindi, viene richiesto dagli abitanti affinché il lavoro venga rapidamente completato, a salvaguardia dell’ambiente e per prevenire in futuro ulteriori abbandoni.
Andrea Giorgi
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