Italia
Poste nel caos, a rischio le aperture estive
Benedetti (Cgil): «Organico ridotto ai minimi termini per effetto di esodi incentivati»
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LUCCA. Gli uffici postali nel caos, e anche a rischio apertura in vista dell’estate e delle ferie che questo periodo porta con se’. I problemi che interessano i dipendenti postali sono di vario ordine, come spiega la sindacalista della Slc Cgil Michela Benedetti.
Quello più contingente è la causa all’origine dello stato di agitazione e dello sciopero degli straordinari indetti in prima battuta dalla Cgil e poi condivisi anche dalle altre sigle sindacali, a seguito dell’ultimo confronto avvenuto dei giorni scorsi con una rappresentanza di Poste italiane. Il motivo riguarda il calo progressivo di personale negli uffici postali, in prevalenza per effetto di proposte di prepensionamento avanzate dall’azienda ai singoli addetti che ne abbiano i requisiti.
«Il servizio di sportelleria è ormai ridotto ai minimi termini - spiega Michela Benedetti -. Un dato su tutti: da due anni a questa parte a livello provinciale sono venuti a mancare 75 impiegati a fronte di nessuna assunzione. E le persone continuano ad essere chiamate e si continua a proporre loro di uscire garantendo due anni di contributi. C’è da aspettarsi di arrivare a un centinaio di impiegati in meno da qui alla fine del 2017».
Andando avanti di questo passo, aggiunge la sindacalista della Slc Cgil, «succederà che in estate Poste non riuscirà ad aprire alcuni uffici, e quelli più penalizzati sono gli uffici decentrati, quelli più piccoli, perché mancherà il personale».
Altri settori risultano in carenza progressiva di personale secondo l’esponente Cgil. Quello del recapito: «Anche tra i portalettere si continua a registrare un’uscita di personale sempre con le stesse modalità degli impiegati. Dalla portata delle uscite, si può dire che è un vero e proprio fiume».
L’altro motivo alla base della lotta è vertenza riguardante la riorganizzazione operata da Poste nel settore della distribuzione delle inesitate, le raccomandate non recapitate per assenza del destinatario all’indirizzo di destinazione. «In questo momento di forte disagio - sottolinea la Benedetti - l’azienda aggrava la situazione spostando il servizio delle inesitate, sia raccomandate che pacchi, nelle succursali e negli uffici minori, creando forte disagio alla clientela e aggravando gli uffici. In pratica - spiega - le inesitate si distribuiranno negli uffici decentrati soltanto la mattina, visto che il loro orario è soltanto antimeridiano. Solo nell’ufficio di Lucca Centro in via Vallisneri e in quello di Lucca 2 a Borgo Giannotti potranno essere distribuite anche il pomeriggio perché l’orario di questi due uffici è prolungato».
Per tutti questi motivi «prosegue lo sciopero all’interno di Poste. I lavoratori al termine dell’orario di apertura al pubblico e quindi alle 13,30 e alle 19,05 entrano in sciopero - sentenzia Michela Benedetti -. Non è più sostenibile una tale situazione di gravità. Gli uffici postali continuano ad essere al minimo storico, con due impiegati per ufficio. L’azienda per dare fumo negli occhi copre unicamente gli uffici centrali aggravando ancor più gli uffici minori a scapito della clientela e dei lavoratori. Questa situazione, paradossale per un’azienda che vanta forti utili di bilancio, si aggrava di giorno in giorno perché diversi lavoratori vanno in esodo anticipato e non è prevista alcuna assunzione neppure a tempo determinato», conclude la sindacalista.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quello più contingente è la causa all’origine dello stato di agitazione e dello sciopero degli straordinari indetti in prima battuta dalla Cgil e poi condivisi anche dalle altre sigle sindacali, a seguito dell’ultimo confronto avvenuto dei giorni scorsi con una rappresentanza di Poste italiane. Il motivo riguarda il calo progressivo di personale negli uffici postali, in prevalenza per effetto di proposte di prepensionamento avanzate dall’azienda ai singoli addetti che ne abbiano i requisiti.
«Il servizio di sportelleria è ormai ridotto ai minimi termini - spiega Michela Benedetti -. Un dato su tutti: da due anni a questa parte a livello provinciale sono venuti a mancare 75 impiegati a fronte di nessuna assunzione. E le persone continuano ad essere chiamate e si continua a proporre loro di uscire garantendo due anni di contributi. C’è da aspettarsi di arrivare a un centinaio di impiegati in meno da qui alla fine del 2017».
Andando avanti di questo passo, aggiunge la sindacalista della Slc Cgil, «succederà che in estate Poste non riuscirà ad aprire alcuni uffici, e quelli più penalizzati sono gli uffici decentrati, quelli più piccoli, perché mancherà il personale».
Altri settori risultano in carenza progressiva di personale secondo l’esponente Cgil. Quello del recapito: «Anche tra i portalettere si continua a registrare un’uscita di personale sempre con le stesse modalità degli impiegati. Dalla portata delle uscite, si può dire che è un vero e proprio fiume».
L’altro motivo alla base della lotta è vertenza riguardante la riorganizzazione operata da Poste nel settore della distribuzione delle inesitate, le raccomandate non recapitate per assenza del destinatario all’indirizzo di destinazione. «In questo momento di forte disagio - sottolinea la Benedetti - l’azienda aggrava la situazione spostando il servizio delle inesitate, sia raccomandate che pacchi, nelle succursali e negli uffici minori, creando forte disagio alla clientela e aggravando gli uffici. In pratica - spiega - le inesitate si distribuiranno negli uffici decentrati soltanto la mattina, visto che il loro orario è soltanto antimeridiano. Solo nell’ufficio di Lucca Centro in via Vallisneri e in quello di Lucca 2 a Borgo Giannotti potranno essere distribuite anche il pomeriggio perché l’orario di questi due uffici è prolungato».
Per tutti questi motivi «prosegue lo sciopero all’interno di Poste. I lavoratori al termine dell’orario di apertura al pubblico e quindi alle 13,30 e alle 19,05 entrano in sciopero - sentenzia Michela Benedetti -. Non è più sostenibile una tale situazione di gravità. Gli uffici postali continuano ad essere al minimo storico, con due impiegati per ufficio. L’azienda per dare fumo negli occhi copre unicamente gli uffici centrali aggravando ancor più gli uffici minori a scapito della clientela e dei lavoratori. Questa situazione, paradossale per un’azienda che vanta forti utili di bilancio, si aggrava di giorno in giorno perché diversi lavoratori vanno in esodo anticipato e non è prevista alcuna assunzione neppure a tempo determinato», conclude la sindacalista.
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