Il presidio
l’inchiesta
Maxievasione, imprenditore nei guai
Non ha pagato tasse per 500.000 euro: sequestrati 5,6 milioni
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LUCCA. Un patrimonio immobiliare fatto di 84 beni tra appartamenti, garage e locali a uso commerciale. Poi soldi e quote societarie, quote societarie e soldi. Tutto conferito in due soggetti formalmente costituiti a Lucca, ma gestiti dalla stessa persona. E così Riccardo Garzelli, imprenditore livornese di 70 anni, è finito nei guai dopo essere entrato nel radar della guardia di finanza. L’uomo, attivo nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari, aveva circa 500mila euro di debiti nei confronti dell’Erario, imposte relative ad affitti incassati nel tempo e mai pagati dall’imprenditore. Il patrimonio di Garzelli, pari a 5,6 milioni di euro, è stato quindi sottoposto a sequestro preventivo da parte delle fiamme gialle.
I punti dell’indagine. Il comando provinciale della guardia di finanza, nella mattinata di ieri, ha dato esecuzione a un decreto emesso dal gip del tribunale lucchese, Antonia Aracri, e finalizzato al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, immobili e quote societarie. L’ordine era partito dalla Procura della Repubblica di Lucca, dato che l’imprenditore livornese aveva creato due trust - in sostanza due soggetti su cui appoggiarsi - con sede nella città delle mura.
Le indagini hanno consentito di scoprire che il 70enne, nel corso del 2014, si era spogliato di tutti i beni mobili e immobili di proprietà, alcuni dei quali di valore e prestigiosi. «Lo scopo dell’imprenditore - si legge nel comunicato della guardia di finanza - era quello di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Erario. L’obiettivo della sua operazione immobiliare non è passato inosservato, dato che aveva ceduto solo formalmente i suoi beni, ma in realtà continuava ad avere un potere di ampia gestione del patrimonio: tramite gli stessi trust, riscuoteva gli affitti per la locazione dei numerosi appartamenti, garage e locali commerciali, prendendo addirittura un compenso per questa attività di gestione degli immobile».
Inoltre, in relazione ai proventi accumulati in questo modo, sono state sistematicamente omesse le presentazioni delle dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi, aggirando l’Erario e occultando gli ulteriori ricavi percepiti (il dato non è stato comunicato perché in corso di quantificazione). «La creazione dei due trust - continua la nota - aveva l’unico fine di sottrarre alla procedura di riscossione coattiva l’ingente patrimonio immobiliare, oltre che a sottrarre materia imponibile al Fisco».
Denuncia e sequestro. L’imprenditore livornese è stato quindi denunciato, per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, alla Procura della Repubblica di Lucca, competente perché i fatti si sono verificati proprio a Lucca, con la sottoscrizione dei contratti di creazione dei due trust che è avvenuta nello studio di un notaio lucchese. Per l’esecuzione del provvedimento cautelare, nella giornata di ieri, gli agenti della guardia di finanza hanno provveduto anche a ricostruire il patrimonio conferito nei due soggetti esterni, grazie anche alle informazioni contenute nelle banche dati della fiamme gialle. Sono stati quindi sottoposti a vincolo le disponibilità finanziarie, le quote sociali e tutti gli immobili sottratti all’esecuzione fiscale, per un valore totale di 5,6 milioni di euro.
Gianni Tacchi
I punti dell’indagine. Il comando provinciale della guardia di finanza, nella mattinata di ieri, ha dato esecuzione a un decreto emesso dal gip del tribunale lucchese, Antonia Aracri, e finalizzato al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, immobili e quote societarie. L’ordine era partito dalla Procura della Repubblica di Lucca, dato che l’imprenditore livornese aveva creato due trust - in sostanza due soggetti su cui appoggiarsi - con sede nella città delle mura.
Le indagini hanno consentito di scoprire che il 70enne, nel corso del 2014, si era spogliato di tutti i beni mobili e immobili di proprietà, alcuni dei quali di valore e prestigiosi. «Lo scopo dell’imprenditore - si legge nel comunicato della guardia di finanza - era quello di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Erario. L’obiettivo della sua operazione immobiliare non è passato inosservato, dato che aveva ceduto solo formalmente i suoi beni, ma in realtà continuava ad avere un potere di ampia gestione del patrimonio: tramite gli stessi trust, riscuoteva gli affitti per la locazione dei numerosi appartamenti, garage e locali commerciali, prendendo addirittura un compenso per questa attività di gestione degli immobile».
Inoltre, in relazione ai proventi accumulati in questo modo, sono state sistematicamente omesse le presentazioni delle dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi, aggirando l’Erario e occultando gli ulteriori ricavi percepiti (il dato non è stato comunicato perché in corso di quantificazione). «La creazione dei due trust - continua la nota - aveva l’unico fine di sottrarre alla procedura di riscossione coattiva l’ingente patrimonio immobiliare, oltre che a sottrarre materia imponibile al Fisco».
Denuncia e sequestro. L’imprenditore livornese è stato quindi denunciato, per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, alla Procura della Repubblica di Lucca, competente perché i fatti si sono verificati proprio a Lucca, con la sottoscrizione dei contratti di creazione dei due trust che è avvenuta nello studio di un notaio lucchese. Per l’esecuzione del provvedimento cautelare, nella giornata di ieri, gli agenti della guardia di finanza hanno provveduto anche a ricostruire il patrimonio conferito nei due soggetti esterni, grazie anche alle informazioni contenute nelle banche dati della fiamme gialle. Sono stati quindi sottoposti a vincolo le disponibilità finanziarie, le quote sociali e tutti gli immobili sottratti all’esecuzione fiscale, per un valore totale di 5,6 milioni di euro.
Gianni Tacchi
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