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Omaggio alle fotografie di Gusmano Cesaretti
CAPANNORI. Le sue foto hanno documentato l’America più borderline, la Los Angeles più alternativa. Con una mostra allestita nei locali del centro culturale Cavanis Porcari rende omaggio a Gusmano...
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CAPANNORI. Le sue foto hanno documentato l’America più borderline, la Los Angeles più alternativa. Con una mostra allestita nei locali del centro culturale Cavanis Porcari rende omaggio a Gusmano Cesaretti, fotografo di fama internazionale, porcarese emigrato negli Stati Uniti dove è diventato uno dei testimoni più importanti della vita di strada tra gli anni sessanta e ottanta, e che ha collaborato con numerosi attori e registi di Hollywood. Sodalizi artistici con grandi registi come Michael Mann e Tony Scott, (cui dedicherà un suo prossimo libro di fotografie. Una simpatia contagiosa, un inglese americano con ancora un forte accento porcarese, ieri mattina l’autore, tornato appositamente dall’America, è stato accolto in municipio dal vicesindaco Leonardo Fornaciari e dal consigliere alla cultura Loris Del Prete per presentare la mostra di fotografia curata da Riccarda Bernacchi, che resterà aperta fino al 29 luglio a ingresso libero, dal lunedì al venerdì dalle 8, 30 alle 19, 30 e il sabato dalle 8, 30 alle 13, 30.
La mostra presenta il ritratto nella fotografia di questo grande artista. Per l’occasione dalla sua ricca produzione artistica sono stati scelti alcuni scatti tra diversi periodi storici e luoghi geografici che hanno per soggetto il ritratto: i volti della sciamana nel Mexico meridionale, la bambina del Panguai in Thailandia, l’uomo della strada a Los Angeles, il ragazzo nella periferia di Chicago, il bambino con la pistola a Panama, le donne di East Los Angeles. Ognuno di loro è il particolare racconto di un incontro, di una vita vissuta ai margini. Una storia guardata da vicino, senza paura e senza orpelli dove tutto ciò che conta è l’ascolto dell’altro senza rumore di sottofondo. Grato a suo padre per avergli regalato la sua prima macchina fotografica, raccontare la sua carriera professionale richiederebbe una retrospettiva ampia e dettagliata. Fotografo autodidatta e artista a tutto tondo, nel 1970 è stato uno dei primi fotografi a documentare la cultura di strada della East Los Angeles, catturando il suono, la luce e le emozioni della città attraverso la lente della sua macchina fotografica. Le sue foto sono state esposte nei più grandi musei americani.
Cesaretti, nel suo già citato lavoro a contatto con grandi registi, ha anche scelto alcune location di film entrati nella storia del cinema. (n.n.)
La mostra presenta il ritratto nella fotografia di questo grande artista. Per l’occasione dalla sua ricca produzione artistica sono stati scelti alcuni scatti tra diversi periodi storici e luoghi geografici che hanno per soggetto il ritratto: i volti della sciamana nel Mexico meridionale, la bambina del Panguai in Thailandia, l’uomo della strada a Los Angeles, il ragazzo nella periferia di Chicago, il bambino con la pistola a Panama, le donne di East Los Angeles. Ognuno di loro è il particolare racconto di un incontro, di una vita vissuta ai margini. Una storia guardata da vicino, senza paura e senza orpelli dove tutto ciò che conta è l’ascolto dell’altro senza rumore di sottofondo. Grato a suo padre per avergli regalato la sua prima macchina fotografica, raccontare la sua carriera professionale richiederebbe una retrospettiva ampia e dettagliata. Fotografo autodidatta e artista a tutto tondo, nel 1970 è stato uno dei primi fotografi a documentare la cultura di strada della East Los Angeles, catturando il suono, la luce e le emozioni della città attraverso la lente della sua macchina fotografica. Le sue foto sono state esposte nei più grandi musei americani.
Cesaretti, nel suo già citato lavoro a contatto con grandi registi, ha anche scelto alcune location di film entrati nella storia del cinema. (n.n.)
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