Il Tirreno

Lucca

Licenziamenti congelati alla Snaitech 

di Luigi Spinosi e Nicola Nucci
Licenziamenti congelati alla Snaitech 

In base all’accordo tra azienda e sindacati fino al 31 dicembre si ricorrerà agli ammortizzatori. Previsti incentivi all’esodo

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PORCARI. Intanto l’allarme è stato scongiurato. Che si tratti solo di un rinvio, o di un passo verso la salvaguardia definitiva dei posti di lavoro solo il tempo lo il tempo (e la situazione economica) lo dirà, e in una data ben precisa: il 31 dicembre prossimo.
Fino a quella data, infatti, sono stati “congelati” i 68 licenziamenti previsti alla Snaitech, e in gran parte concentrati proprio nella sede di Porcari. L’accordo definitivo in questo senso deve essere ancora sottoscritto tra le parti (probabilmente avverrà già nel prossimo incontro azienda-sindacati in programma per il 16 maggio), ma intanto ieri, nel faccia a faccia alla sede di Confindustria di Firenze è stata raggiunta l’intesa di massima, che dovrà entrare in vigorea inizio luglio e che prevede un’alternativa, temporanea, ai licenziamenti. Intanto si farà ricorso agli ammortizzatori sociali. Non sarà la cassa integrazione tradizionale (inapplicabile secondo l’Inps, cosa al centro anche di una polemica con l’istituto di previdenza), ma un meccanismo analogo specifico per il terziario, il Fis, ossia il fondo integrazione salariale, con l’azienda che garantirà l’anticipo del suo finanziamento. Poi il come verrà applicata, come saranno fatte le rotazioni dei lavoratori e così via, saranno aspetti affrontati nell’accordo definitivo.
Previsti anche incentivi all’esodo per quei lavoratori che volontariamente decidono di dimettersi: un incentivo variabile in base al quando sceglieranno eventualmente di prendere questa decisione (40mila euro per chi sceglie di licenziarsi entro il 30 giugno, 35mila per chi lo vorrà fare entro il 31 luglio, 25mila per chi lascerà prima del 31 dicembre).
Sempre su base volontaria viene data ai lavoratori la possibilità di trasformare il il rapporto di lavoro dal tempo pieno al part-time. Infine viene prevista la possibilità di assegnare i dipendenti a mansioni diverse da quelle del proprio settore per favorire il riassorbimento di quei lavoratori ritenuti in eccedenza in un dato reparto.
Fin qui, in linea di massima, le caratteristiche del pre-accordo sottoscritto a Firenze, dove si sono trovati di fronte il direttore delle risorse umane Lavinia Pupelli, la responsabile della gestione del personale Cecilia Ferro e l’avvocato Massimo Dramis per Snaitech, Elena Lanfranchi di Confindustria Toscana Nord, e per i sindacati Massimo Braccini e Mauro Rossi di Fiom Cgil, Narcisa Pellegrini di Fim Cisl, Danilo Lelli di Filcams Cgil, Massimo Bindocci di Uiltusc e Uilm. Presenti anche la Rsu con Roberta Tessandori Bernini, Stefania Cantarella, Veronica Ferrari, Fabiana Mey, Alessandro Giambastiani, Renato Rinaldi e Viviana Manzi, e la Rsa con Emanuele Abbruzzese e Cristina Lazzareschi.
In settimana si svolgeranno le assemblee con i lavoratori per illustrare l’intesa di massima, ma tra i rappresentanti i commenti sostanzialmente positivi, seppur con qualche perplessità che resta.
«Dopo gli incontri, le trattative e anche le mobilitazioni dei lavoratori – è il commento di Massimo Braccini – si è potuti arrivare a stabilire, tra le parti, una serie di punti di convergenza. In base a questi è possibile arrivare a un accordo definitivo per trasformare i 68 esuberi in un percorso di garanzia nel quale nessun lavoratore potrà essere licenziato, con un monitoraggio continuo che impegnerà le parti per i prossimi mesi».
«Nessuno andrà a casa – da eco Narcisa Pellegrini – questa procedura consentirà di evitare i licenziamenti. È stato un percorso lungo e complicato, ma abbiamo raggiunto un importante pre-accordo che ora dovrà diventare definitivo. Siamo soddisfatti del fatto che l’azienda abbia dato la sua disponibilità a rivedere la situazione a fine dicembre».
Bene l’accordo ma... ci sono appunto dei ma, secondo Massimo Bindocci, perplesso per esempio dal fatto che l’azienda investa di più sugli incentivi all’esodo che non su ristrutturazione e rilancio, o per esempio il fatto che vengano appaltate alcune attività, come le pulizie, all’esterno, e, ancora, l’incognita di che cosa accadrà una volta scaduto l’accordo: «Dispiace poi che la trattativa abbia fatto emergere differenze tra noi e la Fiom. Ho percepito un po’di stanchezza e di arrendevolezza, anche perché è adesso il momento delle scelte importanti».

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