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Centinaia di persone per Mansueto Bianchi
Tutta Santa Maria a Colle, vescovi e arcivescovi oltre a novanta sacerdoti alla cerimonia: ora riposa nella “sua” chiesa
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LUCCA. Un paese completamente mobilitato, centinaia di persone giunte anche da fuori Lucca. Novanta sacerdoti, quattro vescovi e quattro arcivescovi: sono i numeri stradelle presenze di ieri a Santa Maria a Colle. Numeri straordinari per un evento straordinario come la traslazione della salma di Mansueto Bianchi, morto il 3 agosto 2016 a 67 anni, dal cimitero parrocchiale dove riposava in via transitoria alla chiesa di Santa Maria a Colle, sotto l’altare di San Cataldo. Qui, in questo luogo che Mansueto frequentava in modo assiduo da bambino, aveva lasciato scritto nel suo testamento di voler essere sepolto.
La tumulazione è stata per questo una festa, grandissima, perché il suo scopo era quello di esaudire il desiderio dell’amato Mansueto, perdipiù nello stesso giorno - il 3 maggio, festa della Santa Croce - in cui nel 2000, era stato ordinato vescovo e si era insediato nella diocesi di Volterra. Il 4 novembre 2006, Papa Benedetto XVI lo aveva destinato alla diocesi di Pistoia. Mentre Papa Francesco, il 5 aprile 2014 lo aveva nominato assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana di Roma.
Per salutare il vescovo Mansueto Bianchi in questo suo definitivo passaggio verso il luogo del suo riposo tutta la popolazione di Santa Maria a Colle, dove era nato e cresciuto e alla quale era profondamente attaccato, si è data da fare affinché tutto si svolgesse nel modo migliore.
Alla cerimonia - insieme al parroco monsignor Pierluigi D’Antraccoli - erano presenti gli arcivescovi Italo Castellani di Lucca, Paolo Benotto di Pisa, Antonello Mennini (anche nunzio apostolico) e Gualtiero Sigismondi di Foligno, oggi assistente ecclesiastico di Azione Cattolica nazionale, i vescovi Fausto Tardelli di Pistoia, Alberto Silvani di Volterra, Mario Meini di Fiesole e Carlo Ciattini di Massa Marittima (originario di San Miniato).
I religiosi hanno indossato i paramenti sacri nell’oratorio preparato appositamente per loro. La processione è partita dal cimitero dove attendeva il feretro del vescovo Bianchi. A spalla è stato portato in chiesa, poi sistemato ai piedi dell’altare per la funzione religiosa, per la quale sono state scelte le letture della Santa Croce di Maggio; a tenere l’omelia è stato il nunzio apostolico.
La chiesa era gremita fino all’orlo: coloro che sono rimasti fuori hanno potuto comunque assistere alla messa dal maxischermo che era stato collocato fuori dalla chiesa.
«Mansueto era un uomo eccezionale - ne traccia il ritratto monsignor D’Antraccoli -, sempre sorridente; metteva tranquillità e pace anche se eri arruffato. Era laureato in sacre scritture: c’era da rimanere incantati ad ascoltarlo nelle sue toccanti orazioni sulla parola di Dio. Un uomo straordinario, molto intelligente, cordiale, attaccato in un modo speciale a Santa Maria a Colle. Per tutta la popolazione la giornata di oggi è stata una grande festa: la gente ha atteso tanto di avere il “suo” vescovo al proprio fianco, in chiesa. E abbiamo anche esaudito il desiderio di Mansueto di riposare ai piedi dell’altare di San Cataldo, un luogo che amava molto», conclude.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La tumulazione è stata per questo una festa, grandissima, perché il suo scopo era quello di esaudire il desiderio dell’amato Mansueto, perdipiù nello stesso giorno - il 3 maggio, festa della Santa Croce - in cui nel 2000, era stato ordinato vescovo e si era insediato nella diocesi di Volterra. Il 4 novembre 2006, Papa Benedetto XVI lo aveva destinato alla diocesi di Pistoia. Mentre Papa Francesco, il 5 aprile 2014 lo aveva nominato assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana di Roma.
Per salutare il vescovo Mansueto Bianchi in questo suo definitivo passaggio verso il luogo del suo riposo tutta la popolazione di Santa Maria a Colle, dove era nato e cresciuto e alla quale era profondamente attaccato, si è data da fare affinché tutto si svolgesse nel modo migliore.
Alla cerimonia - insieme al parroco monsignor Pierluigi D’Antraccoli - erano presenti gli arcivescovi Italo Castellani di Lucca, Paolo Benotto di Pisa, Antonello Mennini (anche nunzio apostolico) e Gualtiero Sigismondi di Foligno, oggi assistente ecclesiastico di Azione Cattolica nazionale, i vescovi Fausto Tardelli di Pistoia, Alberto Silvani di Volterra, Mario Meini di Fiesole e Carlo Ciattini di Massa Marittima (originario di San Miniato).
I religiosi hanno indossato i paramenti sacri nell’oratorio preparato appositamente per loro. La processione è partita dal cimitero dove attendeva il feretro del vescovo Bianchi. A spalla è stato portato in chiesa, poi sistemato ai piedi dell’altare per la funzione religiosa, per la quale sono state scelte le letture della Santa Croce di Maggio; a tenere l’omelia è stato il nunzio apostolico.
La chiesa era gremita fino all’orlo: coloro che sono rimasti fuori hanno potuto comunque assistere alla messa dal maxischermo che era stato collocato fuori dalla chiesa.
«Mansueto era un uomo eccezionale - ne traccia il ritratto monsignor D’Antraccoli -, sempre sorridente; metteva tranquillità e pace anche se eri arruffato. Era laureato in sacre scritture: c’era da rimanere incantati ad ascoltarlo nelle sue toccanti orazioni sulla parola di Dio. Un uomo straordinario, molto intelligente, cordiale, attaccato in un modo speciale a Santa Maria a Colle. Per tutta la popolazione la giornata di oggi è stata una grande festa: la gente ha atteso tanto di avere il “suo” vescovo al proprio fianco, in chiesa. E abbiamo anche esaudito il desiderio di Mansueto di riposare ai piedi dell’altare di San Cataldo, un luogo che amava molto», conclude.
Barbara Antoni
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