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Lucca

Nuovi soci, esclusi eccellenti Fuori anche Lazzareschi 

Nuovi soci, esclusi eccellenti Fuori anche Lazzareschi 

Solo in sette raggiungono il quorum, i “lattanziani” riescono a spuntarla E stamattina è convocato l’Organo di indirizzo per la scelta del presidente

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LUCCA. Ci sono dei momenti nei quali le assenze contano più delle presenze. E nei quali i nomi degli sconfitti indichino con maggiore chiarezza, rispetto a quelli dei vincitori, come si è svolta una competizione. È il quadro che esce dalla riunione di ieri pomeriggio, in San Micheletto, dell’assemblea dei soci della Fondazione Cassa di Risparmio. L’ultima dell’era di Arturo Lattanzi, di certo non la più tranquilla. Perché nella scelta dei nuovi membri dell’assemblea dei soci è andato in scena lo scontro fra le due fazioni, quella facente capo a Lattanzi e quella più vicina ad Assindustria e alla sua ex presidente Cristina Galeotti. Ognuna arrivata nell’auditorium “Da Massa Carrara” con una lista di candidati. Una partita che si è conclusa con una vittoria netta dei primi e con l’esclusione di nomi importanti e conosciutissimi. Come quelli del patron di Sofidel Luigi Lazzareschi (che era presente in entrambe le “liste”), o dell’avvocato Lodovica Giorgi. O, ancora, della dirigente dell’ufficio scolastico provinciale (nonché candidata a sindaco) Donatella Buonriposi.
Gli eletti. Alla fine l’assemblea ha eletto sette nuovi soci rispetto ai nove che sarebbero serviti per completare il plenum di 105. Fra questi ci sono personalià di spicco della società lucchese. Si tratta di Andrea Biagini, commercialista e revisore contabile (già membro del collegio dei revisori della Fondazione in scadenza), Massimo Del Debbio, imprenditore attivo nel settore immobiliare, Maria Lina Marcucci, imprenditrice e attualmente presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio, Maria Carmela Mazzarella, ex dirigente della Provincia di Lucca e già membro del consiglio di amministrazione della Fondazione in scadenza, Giovanni Mei, commercialista e revisore contabile (già membro del collegio dei revisori della Fondazione in scadenza), Giuliano Pacini, imprenditore, chef del rinomato ristorante Buca di Sant’Antonio, Simone Soldati, pianista e attuale direttore artistico dell’Associazione musicale lucchese e del Festival Lucca classica.
Esclusi eccellenti. Il meccanismo di voto dell’assemblea della Fondazione è piuttosto complesso. I candidati (che devono essere presentati da almeno venti soci) vengono infatti inseriti, in ordine alfabetico, in una lista unica. Che ieri pomeriggio era formata da quattordici nomi. Diventati poi tredici perché don Lucio Malanca, parroco del centro storico, ha chiesto espressamente di potersi ritirare. Sui questi tredici i candidati i soci hanno espresso i loro voti: al massimo ne avevano a disposizione nove, tanti quanti i soci da designare. Lo statuto prevede che venga eletto chi riceve più voti e, in caso di parità, il più anziano. Ma c’è un’altra clausola, che ieri è risultata decisiva: quella che prevede che per essere valida la nomina debba ricevere il voto della metà più uno dei votanti. Ieri, in San Micheletto, si sono presentati (di persona o tramite delega) in 72. Dunque, il quorum necessario si fermava a 37. Una soglia che è stata superata solamente dai sette nominativi ricordati prima. Gli altri sei sono stati quindi a tutti gli effetti “bocciati”. Lazzareschi ha mancato l’obiettivo di soli tre voti. Insieme a lui, all’avvocata Giorgi e a Donatella Buonriposi non ce l’hanno fatta l’archeologo Silvio Fioravanti (noto anche per la sua collezione di oltre 13.000 pacchetti di fazzoletti di carta, entrata nel Guinness dei primati), l’imprenditore Giovanni Gambini e il commercialista Marco Terigi.
Bilancio e altre nomine. Il secondo punto all’ordine del giorno prevedeva il parere sul bilancio, che è obbligatorio ma non vincolante visto che il documento dovrà essere approvato stamattina dall’Organo di indirizzo. In questo caso il voto favorevole è stato dato all’unanimità, anche se prima della consultazione hanno lasciato l’assemblea esponenti certo non vicini a Lattanzi, come Galeotti e Alberto Varetti, presidente del comitato territoriale della Cassa di Risparmio. Sono stati anche confermati all’unanimità, per acclamazione, il presidente dell’assemblea, notaio Luca Nannini, e il vicepresidente, dottor Alessandro Bianchini, che resteranno in carica per i prossimi quattro anni.
Lo scenario per oggi. Quanto accaduto ieri potrebbe avere ripercussione sulla riunione di stamattina dell’Organo di indirizzo, chiamato a scegliere il nuovo consiglio di amministrazione e, soprattutto, il nuovo presidente. A ieri sera il solo nome in lizza è quello dell’attuale direttore Marcello Bertocchini. Che dovrebbe contare su una maggioranza sufficiente per ottenere la nomina: la “fronda” dovrebbe essere composta dall’ex direttore di Assindustria Vittorio Armani, dall’assicuratore Marco Porciani, dal professor Alberto Vannucci e dal notaio Gaetano Raspini. Quattro voti, al quale al massimo se ne potrebbero aggiungere un paio. Non abbastanza per raggiungere la maggioranza sui 14 componenti. Certo è che potrebbe esserci comunque battaglia: l’ipotesi di un accordo fra le due fazioni, dunque, sembra allontanarsi definitivamente.

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