Il Tirreno

Lucca

Nuovo round sulla Snai siamo alle fasi decisive 

Nuovo round sulla Snai siamo alle fasi decisive 

Ieri incontro a Firenze tra azienda e sindacati per trovare accordi e garanzie No ai contratti di solidarietà ma assegno di sei mesi, braccio di ferro con l’Inps

2 MINUTI DI LETTURA





PORCARI. Vertenza Snai, nuovo round ieri a Firenze nell’incontro tra l’azienda e i sindacati. Una trattativa estenuante che entra nella sua fase più difficile, forse decisiva, per arrivare ad un accordo sulle garanzie per i lavoratori e provare almeno a ridurre il numero degli esuberi. Nella sede di Assidustria Firenze, presenti i rappresentanti di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uil e Uiltucs, si è parlato soprattutto di ammortizzatori sociali. Ma su questo punto le parti, pur in un clima di dialogo positivo, restano ancora distanti. Niente contratti di solidarietà ha ribadito la Snaitech che tuttavia è disponibile a ricercare tutte le possibilità per ridurre i licenziamenti, a partire dai contratti part time o fuoriuscite volontarie di lavoratori.
Altra concessione da parte dell’azienda un assegno di solidarietà di 6 mesi, in pratica l’equivalente della cassa integrazione. I sindacati, però, non mollano la presa sugli esiberi e hanno proposto una riduzione dell’orario dei lavoratori per mantenere i livelli occupazionali. La soluzione è stata respinta dall’azienda. In questo quadro articolato e complesso un aspetto importante è la conferma di volere raggiungere un accordo condiviso sugli ammortizzatori sociali, al momento previsti solo per il settore commercio. L’inghippo è nel diverso inquadramento tra i dipendenti Snai, che avevano un contratto da metalmeccanici, e Cogetech, con contratto del settore terziario. Per l’Inps è quest’ultimo che andrebbe attivato dalla nuova società, che però prevede coperture diverse e ammortizzatori meno estesi nel tempo (6 mesi di disoccupazione e non 24) e il rischio di mandare in fumo tutti i 15 anni di contributi maggiori versati da metalmeccanici. Le sigle puntano ad un accordo sulla possibilità di ricorrere anche a quei tipi di sussidi per la disoccupazione se dovessero esserci sviluppi nel braccio di ferro con l’Inps. Intanto il tempo passa, ma per i sindacati ci sono ancora margini di manovra per «trasformare la procedura in altri ammortizzatori evitando i licenziamenti» afferma Massimo Braccini, coordinatore del tavolo nazionale della Fiom-Cgil. Le parti sindacali intanto hanno richiesto anche una sospensione della procedura di mobilità per trovare un accordo complessivo che garantisca i lavoratori in esubero. L’azienda dovrà dare una risposta nella nuova riunione convocata a Firenze per il 4 maggio. Tre giorni prima del 7 maggio, scadenza dei termini della procedura attivata dall’azienda che ha dichiarato la necessità di licenziare 68 lavoratori, di cui 54 a Porcari. Intanto mercoledì prossimo i sindacati faranno punto nell’assemblea generale con i lavoratori. Non sono esclusi altri due giorni di sciopero.
Nicola Nucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web