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Casa del custode, la Provincia “apre” al Vallisneri
di Flavia Barsotti
Il consigliere delegato Bonturi: presto un incontro «Possibile recedere dalla vendita, ma servono dei lavori»
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LUCCA. L’incontro fra l’amministrazione provinciale e i dirigenti del liceo scientifico Vallisneri sul futuro dell’ex abitazione del custode della scuola, ci sarà. A manifestare la piena disponibilità ad un confronto, è Renato Bonturi, consigliere provinciale con delega alle scuole, dopo la lettera approvata dal consiglio di istituto e recapitata negli uffici di Palazzo Ducale in cui si richiedeva all’ente un dietrofront.
Un caso scoppiato quando, dopo il pensionamento a settembre dello storico guardiano del liceo scientifico Vallisneri, la Provincia ha deciso di non rinnovare l’incarico, e di inserire l’immobile dove viveva il custode nel piano delle alienazioni nel corso del 2017, stimando una base d’asta di 330.000 euro. Una posizione che non è piaciuta a chi lavora nell’istituto, secondo cui, la struttura, potrebbe rivelarsi uno spazio indispensabile per le attività didattiche.
«Ci incontreremo entro la fine della prossima settimana per discutere di questo argomento – afferma Bonturi – una riunione a cui io prenderò parte insieme al presidente della Provincia, Luca Menesini, e ai nostri tecnici per sederci al tavolo con tutto lo staff del Vallisneri».
La data ufficiale, ancora non c’è, ma Bonturi assicura che, le rispettive segreterie, già in contatto, stanno fissando l’appuntamento. Non essendo ancora stato emesso il bando di gara, infatti, la speranza del consiglio di istituto è quella che tutto possa essere revocato.
«Su questo argomento siamo disponibili a valutare diverse ipotesi – afferma il consigliere provinciale - ovviamente cercando di capire quale possa essere la soluzione più idonea. L’immobile è stato inserito nel piano delle alienazioni perché queste servono a finanziare gli interventi. Dobbiamo capire se abbia più senso mantenere una struttura che, ad oggi, è ad uso di civile abitazione oppure pensare di venderla, investendo risorse per dotare la scuola di ulteriori spazi idonei alle sue esigenze». Nel primo caso, infatti, qualora la Provincia decidesse di non alienare l’edificio, si renderebbero comunque indispensabili alcuni lavori.
«Potremmo anche non vendere – spiega Bonturi - ma l’ex casa del custode andrebbe comunque adeguata per realizzarvi gli uffici e la segreteria: ci sarebbe un costo che non recupereremmo. L’alienazione, invece, consentirebbe di avere risorse spendibili». Sul problema sollevato nella lettera in merito ai due passaggi che collegano l’abitazione all’istituto – per cui, secondo quanto scritto, questa non potrebbe essere considerata adatta a interesse privato – il consigliere sottolinea come l’accesso alla casa sia già presente anche all’esterno della recinzione scolastica. «L’immobile sarebbe dunque isolabile – prosegue – E Sant’Anna sarebbe una zona appetibile a livello di mercato». Tutte valutazioni, queste, fatte con l’aiuto dei tecnici, ma non ancora definitive. «Da parte nostra – ribadisce Bonturi - c’è la piena disponibilità al confronto».
Un caso scoppiato quando, dopo il pensionamento a settembre dello storico guardiano del liceo scientifico Vallisneri, la Provincia ha deciso di non rinnovare l’incarico, e di inserire l’immobile dove viveva il custode nel piano delle alienazioni nel corso del 2017, stimando una base d’asta di 330.000 euro. Una posizione che non è piaciuta a chi lavora nell’istituto, secondo cui, la struttura, potrebbe rivelarsi uno spazio indispensabile per le attività didattiche.
«Ci incontreremo entro la fine della prossima settimana per discutere di questo argomento – afferma Bonturi – una riunione a cui io prenderò parte insieme al presidente della Provincia, Luca Menesini, e ai nostri tecnici per sederci al tavolo con tutto lo staff del Vallisneri».
La data ufficiale, ancora non c’è, ma Bonturi assicura che, le rispettive segreterie, già in contatto, stanno fissando l’appuntamento. Non essendo ancora stato emesso il bando di gara, infatti, la speranza del consiglio di istituto è quella che tutto possa essere revocato.
«Su questo argomento siamo disponibili a valutare diverse ipotesi – afferma il consigliere provinciale - ovviamente cercando di capire quale possa essere la soluzione più idonea. L’immobile è stato inserito nel piano delle alienazioni perché queste servono a finanziare gli interventi. Dobbiamo capire se abbia più senso mantenere una struttura che, ad oggi, è ad uso di civile abitazione oppure pensare di venderla, investendo risorse per dotare la scuola di ulteriori spazi idonei alle sue esigenze». Nel primo caso, infatti, qualora la Provincia decidesse di non alienare l’edificio, si renderebbero comunque indispensabili alcuni lavori.
«Potremmo anche non vendere – spiega Bonturi - ma l’ex casa del custode andrebbe comunque adeguata per realizzarvi gli uffici e la segreteria: ci sarebbe un costo che non recupereremmo. L’alienazione, invece, consentirebbe di avere risorse spendibili». Sul problema sollevato nella lettera in merito ai due passaggi che collegano l’abitazione all’istituto – per cui, secondo quanto scritto, questa non potrebbe essere considerata adatta a interesse privato – il consigliere sottolinea come l’accesso alla casa sia già presente anche all’esterno della recinzione scolastica. «L’immobile sarebbe dunque isolabile – prosegue – E Sant’Anna sarebbe una zona appetibile a livello di mercato». Tutte valutazioni, queste, fatte con l’aiuto dei tecnici, ma non ancora definitive. «Da parte nostra – ribadisce Bonturi - c’è la piena disponibilità al confronto».
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