Il presidio
CAPANNORI BATTE CASSA
Il Comune vuole recuperare oltre 2 milioni di tasse evase
CAPANNORI. Due milioni e 300mila euro. È quanto prevede il Comune di recuperare dalla lotta all’evasione delle tasse comunali. Somme non versate dai contribuenti per la vecchia Ici dal 2011, l’Imu (l’...
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CAPANNORI. Due milioni e 300mila euro. È quanto prevede il Comune di recuperare dalla lotta all’evasione delle tasse comunali. Somme non versate dai contribuenti per la vecchia Ici dal 2011, l’Imu (l’imposta municipale unica) dal 2012, e la Tasi, il tributo sui servizi indivisibili per le annualità dal 2014 al 2016. Sigle che sono state ormai cancellate, nel caso della vecchia imposta comunale sugli immobili (in primis sulla casa) già da qualche anno, mentre non si pagheranno più le tasse sulla prima casa. Ma che continuano ad essere in vigore per le seconde case, capannoni o aziende. Un’operazione scrupolosa quella eseguita dall’ufficio tributo del Comune che ha scandagliato migliaia di contribuenti per scoprire chi non è in regola. Dall’indagine è risultato che una fetta consistente di contribuenti ancora non ha sanato la sua posizione. Ora il Comune batte cassa e ha già provveduto ad inviare decine di solleciti ad aziende e cittadini tra il 1 gennaio e il 31 marzo. I numeri sono evidenziati nella determina dirigenziale 406, a firma del responsabile finanziario, con cui si sono avviate le pratiche per la riscossione coatta. Il gettito più importante riguarda l’Imu e la Tasi. La cifra ammonta ad oltre due milioni di euro, mentre 136.514 euro arrivano dal recupero dell’Ici. L’ 80% delle somme derivano dalle aziende che pagano cifre più elevate. La “geografia” degli evasori evidenzia che il 45% sono imprese e ditte, il 55 % famiglie e singoli cittadini. Non sempre, però, si tratta di evasori veri e propri. In molti casi si tratta di errori o dimenticanze. Prima dell’invio del ruolo coattivo al concessionario della riscossione, il primo passo dell’ufficio tributi del Comune sarà quello di inviare ai contribuenti che non hanno pagato un sollecito di pagamento, in cui si richiede la somma dovuta senza ulteriori aggravi di spesa.
I soldi recuperati saranno investiti soprattutto nel mantenimento delle tariffe dei servizi pubblici. Nel 2016 era stata di quasi un milione di euro il recupero dell’Ici e poco meno di 150mila euro quello derivante da Imu e Tasi. (n.n.)
I soldi recuperati saranno investiti soprattutto nel mantenimento delle tariffe dei servizi pubblici. Nel 2016 era stata di quasi un milione di euro il recupero dell’Ici e poco meno di 150mila euro quello derivante da Imu e Tasi. (n.n.)
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