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Lucca

In auto senza un litro di benzina viaggio “elettrico” per l’Europa 

In auto senza un litro di benzina viaggio “elettrico” per l’Europa 

Ugo Salvoni ha percorso quasi 6mila chilometri in tre settimane con una vettura ricaricabile «Basta pianificare i percorsi in funzione delle colonnine». Con le batterie al litio si fanno oltre 140 km

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CAPANNORI. Ci vuole passione, voglia di osare e un forte spirito ecologico. C’è un po’ di tutto questo nel viaggio intrapreso da Ugo Salvoni, residente a Guamo, dipendente di un’azienda della green economy. Un viaggio particolare il suo, in giro per l’Europa su un’auto elettrica al 100%. Quasi 6mila chilometri in tre settimane, 8 Paesi attraversati, 5 capitali europee. Senza utilizzare una goccia di benzina.
Tutto è nato quando la ditta per cui lavora ha deciso che la flotta aziendale dovesse spostarsi con auto elettriche. Salvoni, dopo i primi giri, ha proposto l’acquisto in famiglia del mezzo a batterie. Qualche prova, anche discussioni in famiglia per un cambiamento radicale, poi l’acquisto e l’utilizzo quotidiano rafforza la sua convinzione. Nasce così “Electrip”, un tour europeo a caccia di colonnine, alla guida di un’auto con una capacità di 30 kwh nelle batterie al litio, equivalenti a una media di 140-190 km di autonomia a seconda della tipologia di guida, percorso e densità di distributori.
Un viaggio emozionante, ma accompagnato anche dal timore di restare a piedi. «L’auto utilizzata infatti non prevede alcun dispositivo alternativo alla trazione elettrica — racconta Salvoni — finita la carica elettrica tocca fermarsi. Ma valicato il confine italiano abbiamo scoperto che percorrere anche 400 chilometri al giorno con circa 60 minuti di sosta è possibile».
L’esperimento ha avuto buon fine, con dati di spostamento prossimi a quelli di un viaggiatore “convenzionale”. Anche se l’auto elettrica in Italia è ancora lontana dal prendere il posto di quella a combustione nel comune utilizzo, nel suo viaggio in Europa la differenza è apparsa evidente. Un viaggio emozionante, che ti dà una totale libertà di movimento, «ma che va preparato bene — spiega il guidatore lucchese — ci si ricarica sempre in self-service tramite app, smartcard, qrcode o a volte direttamente con carta di credito. Ogni giorno è necessario sviluppare un itinerario possibile, serve un buon navigatore e molta attenzione».
Al suo fianco, sul sedile destro, la moglie Marta Giovacchini. «Prima dell’imbarco tra Germania e Svezia abbiamo attraversato una zona poco coperta da colonnine. E anche in Francia gli spostamenti sono stati più lenti a causa di una rete meno sviluppata che in altri paesi». E i costi? «Abbiamo speso circa 309 euro. Ma utilizzare un’auto elettrica non è una scelta di convenienza economica, è una scelta per l’ambiente e il nostro futuro. Molto spesso l’energia che si utilizza per caricare l’auto è 100% rinnovabile. L’Italia però è all’ultimo posto per le ricariche veloci e questo rende gli spostamenti molto difficoltosi. C’è però un forte movimento pro elettrico per sensibilizzare le istituzioni locali e nazionali. Voglio essere ottimista per il futuro».
Nicola Nucci

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