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«Centinaia di uomini pronti a garantire la sicurezza in città»
di Luca Tronchetti
Operazioni di bonifica nei luoghi sensibili con unità cinofile artificieri e tiratori scelti piazzati in punti strategici del centro
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LUCCA. Parla a voce bassa misurando le parole il questore Vito Montaruli. Lucido, pacato, sereno. Tra 48 ore i riflettori di tutto il mondo saranno puntati sul G7 dei ministri degli Esteri e lui sarà chiamato in prima persona ad affrontare un esame di fondamentale importanza per cittadini e istituzioni: quello della sicurezza. Inutile girarci intorno, il pericolo di scontri con gruppi antagonisti o il timore di possibili attentati di matrice islamica rendono snervante l’attesa. Ma il sistema di sicurezza pianificato in queste settimane lascia spazio a un moderato ottimismo. «Ci sono tutte le condizioni di sicurezza necessarie per salvaguardare attività commerciali e abitazioni in centro storico e abbiamo gli strumenti per controllare le criticità. - sostiene il questore - Abbiamo personale esperto e specializzato per supportare questo tipo di eventi. Mi permetta di ringraziare le amministrazioni comunali, e in particolare quella di Lucca con il sindaco e l’assessore alla sicurezza in testa, per tutto il lavoro fatto per garantire al meglio la vivibilità in città riducendo i disagi ai cittadini». Come a dire: i negozianti che vogliono tenere i loro esercizi chiusi lo facciano per ragioni di carattere economico, ma non per motivi legati alla sicurezza.
Le forze in campo. I numeri del dispositivo di sicurezza non li fornisce. Ma saranno diverse centinaia i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri impiegati nella due giorni dei ministri degli Esteri. Con rinforzi dai reparti e dai battaglioni mobili del Nord Italia e di Firenze.
Avete sentore della possibile presenza di black bloc provenienti dall’estero o di infiltrati delle frange più violente del movimento no global?
«Guardi, il nostro servizio di intelligence ad oggi non ha registrato questa possibilità di rischio. Logico che monitoreremo con attenzione anche in queste ore che ci separano alla manifestazione».
Quale percorso concederete agli antagonisti e come evitare che piccoli gruppi riescano ad oltrepassare la zona rossa e finire nel centro storico?
«Dieci giorni fa avevamo ricevuto un primo preavviso alla manifestazione degli antagonisti fissata per il 10 alle 16 che è stato parzialmente accolto in riferimento all’esterno della cinta muraria. Nelle ultime ore ci è arrivato un secondo itinerario che costeggia le Mura con percorrenza lungo la circonvallazione (viale Giusti, viale Regina Margherita). Stiamo valutando e credo che alla fine daremo l’okay. Lungo il percorso il corteo (prevista la presenza di 3-400 contestatori) verrà seguito con l’impiego di forze proporzionali al numero dei partecipanti. Con reparti inquadrati alla testa di funzionari come richiede il contesto internazionale in cui andiamo ad operare. Ogni varco sarà presidiato e saranno sistemati anche betafence per la difesa passiva. Niente verrà lasciato al caso: tutto è stato pianificato al meglio e in modo efficace attraverso un confronto continuo con il Dipartimento di pubblica sicurezza».
Interventi preventivi. Oggi e soprattutto nella giornata di domani verranno effettuate le operazioni di bonifica dei luoghi sensibili volte a prevenire il pericolo attentati. «Utilizzeremo le unità cinofile adatte anche alle ricerche degli esplosivi, gli artificieri e i tiratori scelti che verranno piazzati nei punti più alti della città per proteggere i movimenti dei delegati».
San Pietroburgo, Stoccolma, il terrorismo islamico non conosce confini o barriere. Il G7 dei ministri degli Esteri potrebbe essere un bersaglio?
«Non abbiamo sentore di possibili attentati. Però da tempo c’è una squadra antiterrorismo che opera a Firenze di concerto con il reparto prevenzione crimine e monitoria minuto per minuto la situazione. Sono stati aggiornati e potenziati i dispositivi di sicurezza e in particolare l’impianto di videosorveglianza cittadino e il personale scorte. Sistemi e accortezze utilizzate anche in Versilia dove alloggeranno le delegazioni dei vari Paesi interessati. In quasi trent’anni di servizio in polizia ho partecipato a grandi eventi anche se questo è decisamente il più importante. Come forze di polizia siamo pronti a fare la nostra parte con professionalità».
Le forze in campo. I numeri del dispositivo di sicurezza non li fornisce. Ma saranno diverse centinaia i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri impiegati nella due giorni dei ministri degli Esteri. Con rinforzi dai reparti e dai battaglioni mobili del Nord Italia e di Firenze.
Avete sentore della possibile presenza di black bloc provenienti dall’estero o di infiltrati delle frange più violente del movimento no global?
«Guardi, il nostro servizio di intelligence ad oggi non ha registrato questa possibilità di rischio. Logico che monitoreremo con attenzione anche in queste ore che ci separano alla manifestazione».
Quale percorso concederete agli antagonisti e come evitare che piccoli gruppi riescano ad oltrepassare la zona rossa e finire nel centro storico?
«Dieci giorni fa avevamo ricevuto un primo preavviso alla manifestazione degli antagonisti fissata per il 10 alle 16 che è stato parzialmente accolto in riferimento all’esterno della cinta muraria. Nelle ultime ore ci è arrivato un secondo itinerario che costeggia le Mura con percorrenza lungo la circonvallazione (viale Giusti, viale Regina Margherita). Stiamo valutando e credo che alla fine daremo l’okay. Lungo il percorso il corteo (prevista la presenza di 3-400 contestatori) verrà seguito con l’impiego di forze proporzionali al numero dei partecipanti. Con reparti inquadrati alla testa di funzionari come richiede il contesto internazionale in cui andiamo ad operare. Ogni varco sarà presidiato e saranno sistemati anche betafence per la difesa passiva. Niente verrà lasciato al caso: tutto è stato pianificato al meglio e in modo efficace attraverso un confronto continuo con il Dipartimento di pubblica sicurezza».
Interventi preventivi. Oggi e soprattutto nella giornata di domani verranno effettuate le operazioni di bonifica dei luoghi sensibili volte a prevenire il pericolo attentati. «Utilizzeremo le unità cinofile adatte anche alle ricerche degli esplosivi, gli artificieri e i tiratori scelti che verranno piazzati nei punti più alti della città per proteggere i movimenti dei delegati».
San Pietroburgo, Stoccolma, il terrorismo islamico non conosce confini o barriere. Il G7 dei ministri degli Esteri potrebbe essere un bersaglio?
«Non abbiamo sentore di possibili attentati. Però da tempo c’è una squadra antiterrorismo che opera a Firenze di concerto con il reparto prevenzione crimine e monitoria minuto per minuto la situazione. Sono stati aggiornati e potenziati i dispositivi di sicurezza e in particolare l’impianto di videosorveglianza cittadino e il personale scorte. Sistemi e accortezze utilizzate anche in Versilia dove alloggeranno le delegazioni dei vari Paesi interessati. In quasi trent’anni di servizio in polizia ho partecipato a grandi eventi anche se questo è decisamente il più importante. Come forze di polizia siamo pronti a fare la nostra parte con professionalità».
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