Il Tirreno

Lucca

la lettera aperta di ciancarella

«Al Capo dello Stato chiedo il ripristino della mia condizione»

LUCCA. «Egregio signor Presidente, il 3 marzo è prevista la Sua visita ufficiale alla nostra città, durante la quale sarà circondato dagli amministratori pubblici dai quali ho ricevuto un profondo...

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LUCCA. «Egregio signor Presidente, il 3 marzo è prevista la Sua visita ufficiale alla nostra città, durante la quale sarà circondato dagli amministratori pubblici dai quali ho ricevuto un profondo attestato di stima per la mia vicenda personale che mi ha visto da Ufficiale Pilota di questo Paese essere radiato con infamia trentatrè anni fa sulla base di un decreto Presidenziale che è risultato recasse una firma apocrifa, sciatta fino all’ignobiltà, del grande Presidente partigiano Sandro Pertini».

Comincia così la lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di Mario Ciancarella, lucchese, capitano pilota dell’Aeronautica al momento della strage di Ustica, radiato con un decreto presidenziale che poi è stato dimostrato essere falso, reintegrato nei suoi uffici dal ministro della Difesa Roberta Pinotti a novembre 2016.

«Sono cinque mesi - continua Ciancarella - che attendo una determinazione del Suo Ufficio o del ministero della Difesa che, sanando la situazione a seguito della sentenza sul falso, passata in giudicato, sancisca la mia restitutio in integrum amministrativamente e patrimonialmente».

«Vorrei augurarmi - prosegue - che nella sua continuata ed appassionata affermazione di voler tutelare i diritti delle persone Lei possa interessarsi a questa vicenda, anche per sanare lo sfregio che è venuto al nostro Paese e alla sua Democrazia dall’alterazione della firma di un Presidente della Repubblica su un atto di sua esclusiva competenza e di un così delicato risvolto umano e professionale, pur di liberarsi di uno scomodo personaggio che non ha esitato a mettere a rischio la propria posizione ed onorabilità per denunciare vergognose vicende consumate da esponenti del mondo militare che offendevano piuttosto le Forze Armate ed il Paese con le loro azioni».

«Consenta - conclude Ciancarella - è come se si fosse voluto allontanare chi avesse denunciato i "furbetti del cartellino", piuttosto che i truffatori diretti. Con immutata fiducia istituzionale mi firmo con il grado di competenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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