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Santini lancia la sfida e fa appello ai delusi «Serve l’aiuto di tutti»

Santini lancia la sfida e fa appello ai delusi «Serve l’aiuto di tutti»

Il giornalista prende l’aspettativa e si candida a sindaco come esponente civico con i valori del centrodestra

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LUCCA. Remo Santini, per 15 anni caposervizio della Nazione, salta il fosso e passa dall'altra parte della barricata: da giornalista a politico. E si candida a sindaco con una lista civica i cui valori si ispirano al centrodestra. Una scelta che il 50enne nato in America ha illustrato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa organizzata all’hotel Celide.

Santini ha illustrato i motivi della “discesa in campo”: «Sono più abituato a scrivere che a parlare - ha detto con un pizzico di imbarazzo -. Parto ringraziando la mia famiglia che ha condiviso con me questa decisione. Una scelta maturata nel corso degli ultimi mesi, dopo le richieste arrivate da amici e semplici cittadini. Sono nato negli Stati Uniti da genitori lucchesi emigrati a Chicago negli Cinquanta per cercare fortuna. Avevo due anni quando siamo rientrati a Lucca. Dal 1987 lavoro alla Nazione. Non ho avuto un’adolescenza facile né un percorso di studi esemplare. Per un periodo ho fatto anche l’operaio e non me ne vergogno».

Santini sarà lo sfidante numero uno del sindaco uscente Alessandro Tambellini (Pd): a suo sostegno ci saranno 2-3 liste: una sarà composta da persone della società civile, mentre nell’altra confluiranno esponenti di partiti tradizionali che ufficialmente non hanno ancora appoggiato Santini, ma lo faranno probabilmente nei prossimi giorni.

C'è poi la questione di Libera Lucca, la creatura del presidente emerito del Senato Marcello Pera, che al momento non è intenzionata ad appoggiare Santini.

«Mi candido con un movimento civico autonomo al di fuori dei partiti – dice Santini –. Lo faccio per Lucca per i cittadini che hanno voglia di riscatto e sono delusi da questa amministrazione. Lancio un appello a chi ha voglia di fare, al mondo del civismo. Mai come stavolta (che è anche l’hashtag della campagna) c’è bisogno dell’aiuto di tutti. L’appello del presidente Pera? Condivisibile, trovo giusto che si torni a parlare di programmi. Auspico che dia il suo contributo a questo percorso». Sulle alleanze in vista di un eventuale ballottaggio, il candidato non chiude le porte a nessuno: da Casapound ai delusi del Pd.

Santini – che ha preso l’aspettativa – ha poi affrontato la questione del suo passato da giornalista: «Qualcuno ha detto che avrei usato il mio giornale per lanciare la mia corsa alle amministrative: niente di più falso. Abbiamo dato spazio a tutti. Se questa esperienza non dovesse andare bene non tornerò a lavorare a Lucca».

Quanto al programma, il candidato si limita a indicare alcuni temi, in attesa di elaborare un documento più dettagliato che dovrebbe essere pronto entro fine febbraio. «Pochi obiettivi, chiari e facilmente misurabili – dice – Una delle questioni principali riguarda il centro storico, svuotato dalle sue funzioni e in via di desertificazione. Occorre ribaltare l’idea che questa giunta persegue col piano strutturale, in piano in cui il centro non è più il fulcro del territorio a discapito di tanti quartieri fintamente “social”. Occorre rivedere il concetto di Ztl e potenziare il sistema dei parcheggi, fuori e dentro le Mura. Serve un progetto serio per Campo di Marte e per le periferie. Poi bisogna puntare tantissimo sulla sicurezza e il fenomeno dell’accattonaggio. Serve alzare la voce contro i continui arrivi di immigrati, soprattutto di quelli che non hanno i requisiti per ricevere l’accoglienza. Questi sono solo alcuni temi: il programma è un libro bianco che scriveremo tutti insieme».

Non mancano le critiche all’attuale giunta comunale: Santini non lesina bordate alla «vicenda dei vigili urbani o alla sparizione degli atti dall’albo pretorio online degli atti di giunta e consiglio comunale dopo soli 15 giorni. Servono periferie in cui non si viaggi tra buche e degrado e bisogna difendere con forza le aziende partecipate dal Comune. Si sta tentando di mettere tutto nelle mani di Firenze, come nel caso dell’acqua e del gas. C’è da battere le mani sul tavolo con Asl per la vicenda dell’ospedale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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