Il presidio
Psicologa finisce nei guai dopo il ricatto a luci rosse
Obbligo di firma per una professionista accusata con un’amica ed ex paziente di estorsione ai danni di un’imprenditore per un rapporto a tre in macchina
LUCCA. Assieme ad una ex paziente è accusata di un'estorsione sessuale ai danni di un cinquantenne imprenditore piacentino. Lei è una psicologa di 37 anni, originaria della provincia di Cosenza e con studio professionale in Lucchesia. E' accusata di aver adescato, assieme all'amica di 25 anni residente a Castellammare di Stabia, un imprenditore in un ristorante di Piacenza, di aver fatto sesso a tre in macchina e al termine del rapporto di avergli telefonato minacciandolo di divulgare in rete quell'incontro hard ripreso con il cellulare. «Ti sei voluto divertire? Adesso dovrai sborsare ventimila euro, altrimenti il filmino di quello che è accaduto tra noi in macchina lo pubblicheremo su Facebook e in altri siti Internet» le parole pronunciate al telefono dall'avvenente psicologa.
La tentata estorsione a Lucca. Professionista che, tra l'altro, è indagata anche per un'altra presunta estorsione avvenuta a Lucca. Stando a quanto affermano gli investigatori della Mobile di Piacenza, che avevano il suo cellulare sotto controllo, la psicologa avrebbe tentato di estorcere una somma pari a 3500 euro al genitore di un ragazzo lucchese con problemi comportamentali che era in cura da lei. Attraverso una telefonata aveva contattato il padre del giovane minacciando di fargli perdere la patria potestà attraverso una relazione che avrebbe consegnato al giudice del tribunale che si occupava del caso: «Se non mi consegna 3500 euro io racconterò al giudice che lei non è in grado di gestire il figlio e lo farà affidare ad un’altra famiglia». Tra l’altro il genitore, spaventato, non ha fatto denuncia e avrebbe pagato se non fosse intervenuta la polizia di Piacenza. Sulla vicenda gli atti saranno trasmessi al tribunale di Lucca.
Sesso in macchina. I fatti contestati alla psicologa risalirebbero al settembre 2016 quando la donna in compagnia dell’amica-ex paziente di 25 anni erano giunte a Piacenza per posare per un servizio fotografico molto piccante in un noto studio della cittadina emiliana. La sera si erano fermate a cena, in compagnia del fotografo, in un ristorante e lì avevano conosciuto e agganciato l’imprenditore del luogo. Lui, ingenuamente, aveva pensato di aver fatto colpo con il suo fascino latino sulle due giovani donne. Invece loro avevano già un piano studiato ad hoc per incastrarlo e farsi consegnare denaro contante. Così appena l’impresario è uscito dal locale le due amiche, che indossavano abiti succinti, l’hanno seguito e all’interno della berlina i tre hanno consumato un rapporto. Per il cinquantenne quella doveva essere una serata indimenticabile. E indimenticabile lo è stata per davvero. Perché qualche giorno dopo la serata «bollente» è stato contattato telefonicamente dalla psicologa e della sua amica. Stavolta la sorpresa consisteva nel video del rapporto sessuale (evidentemente una delle due riprendeva la scena con il cellulare) pronto per essere inviato in rete se l’impresario non avesse sganciato ventimila euro. A spaventare l’imprenditore delle voci, con chiaro accento napoletano, che si sentivano in sottofondo al telefono e non promettevano nulla di buono. Terrorizzato l’imprenditore ha avvertito la polizia e gli agenti della Mobile, diretti dal sostituto procuratore Emilio Pisante, hanno messo sotto controllo il telefono della psicologa arrivando a scoprire la verità. La professionista, che ha collaborato, è stata sottoposta all’obbligo di firma giornaliero, l’altra è finita agli arresti domiciliari.
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