Il Tirreno

Lucca

Cambio sede per 500 docenti

di Nadia Davini
Cambio sede per 500 docenti

I neo assunti potranno fare domanda di trasferimento per l’anno 2017-18

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LUCCA. Cade il vincolo triennale di continuità nella stessa scuola e da marzo partiranno le domande di mobilità dei docenti neoassunti.

Succederà così chi è arrivato da fuori provincia e, soprattutto, da fuori regione, cercherà di avvicinarsi a casa, lasciando scoperte numerose cattedre. Da più parti quello che si va profilando con sempre maggiore chiarezza viene definito un vero e proprio caos. La vedono in questa ottica, almeno, alcuni dirigenti scolastici degli istituti lucchesi; condividono le stesse preoccupazioni anche diversi insegnanti e soprattutto numerosi genitori.

Con l'intesa firmata nei giorni scorsi dalla neo ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli e i sindacati, infatti, la legge sulla Buona Scuola fa un clamoroso passo indietro. La novità è importante: cade di fatto l'obbligo per i docenti neo assunti e per quelli assunti dello scorso anno di restare nella stesse sede per tre anni; al contratio, in virtù dell’accordo appena siglato, potranno chiedere il trasferimento, che - se accettato - diventerà operativo dal prossimo settembre, quindi per l’anno scolastico a venire. Una misura straordinaria valida così per il 2017/2018 .

«I docenti potranno chiedere la mobilità verso un singolo istituto (con cinque opzioni diverse), un altro ambito e un'altra provincia - spiega Antonio Mercuri, sindacalista della Flc Cgil di Lucca -. Si tratterà comunque di domande volontarie che partiranno già a marzo. Tutti i sindacati hanno premuto affinché venisse trovata questa intesa, perché siamo convinti che l'algoritmo ministeriale, per effetto del quale persone di Napoli sono finite a insegnare a Milano o a Torino, nonostante che ci fossero posti liberi anche nella propria regione di provenienza, abbia dimostrato tutta la sua illogicità, creando anche molta confusione nella definizione degli organici e nell'assegnazione degli incarichi».

Basti dire che a Lucca, continua il sindacalista, «l'Ufficio scolastico provinciale ha concluso le nomine il 23 dicembre scorso: questo significa che per il primo quadrimestre gli studenti hanno lavorato con un docente supplente, che ha poi dovuto lasciare il posto all'avente diritto, che è stato individuato per via di tutti questi problemi con estremo ritardo».

Nella nostra provincia sono decine infatti i docenti pronti a lasciare Lucca, generando ovviamente dei problemi per tutto quello che concerne la continuità didattica.

« È vero - continua Mercuri - si prospettano delle grosse difficoltà per il prossimo anno scolastico, soprattutto perché i dirigenti dei singoli istituti hanno redatto un piano didattico triennale, facendo conto proprio sui docenti neoassunti. Questo però ci dimostra come l'algoritmo ministeriale, del quale ancora non conosciamo i criteri utilizzati per l'assegnazione degli insegnanti, non abbia funzionato e abbia al contrario generato problemi a cascata per la stabilità degli organici».

Con molte probabilità, aggiunge ancora il sindacalista, «per le regioni dell’Italia centrale e soprattutto per quelle del Settentrione il problema della mobilità si farà sentire in modo molto più massiccio, perché chi potrà farà di tutto per tornare nella propria regione o, comunque, cercherà di avvicinarsi il più possibile a casa».

In questa girandola di cattedre a rimetterci più di tutti gli altri alla fine però sarà la categoria degli studenti più deboli, vale a dire i ragazzi portatori di disabilità.

Infatti, chiarendo i contorni di questo aspetto specifico del panorama complessivo, il sindacalista sottolinea che «su 500 posti nella provincia di Lucca che potrebbero essere riassegnati, 400 sono sul sostegno».

«Qua la questione è ancora più delicata - conclude Mercuri - perché le cattedre dove c'è maggiore capienza di posti sono proprio quelle sul sostegno e c’è da aspettarsi che in tanti faranno domanda di trasferimento all’interno di questo ambito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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