Il Tirreno

Lucca

Rassicurazioni da Firenze Niente rischi al Prà di Lama

di Luca Dini
Rassicurazioni da Firenze Niente rischi al Prà di Lama

Il sindaco Angelini ha incontrato i tecnici regionali per lo spostamento del lago Previsto anche un sopralluogo dell’Università, ma viene escluso il pericolo sismico

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PIEVE FOSCIANA. «Il terreno si è quasi stabilizzato, non c’è nessun segno premonitore di possibili terremoti»: questo è il risultato dell'incontro che il sindaco di Pieve Fosciana, Francesco Angelini, ha avuto a Firenze con i tecnici della Regione riguardo il laghetto termale di Prà di Lama. L'Università di Firenze verrà prossimamente a Pieve Fosciana per studiare il fenomeno del “movimento” del laghetto stesso.

A Firenze il sindaco, accompagnato da alcuni tecnici locali, ha incontrato l'ingegner Giovanni Massini, direttore del dipartimento di difesa del suolo e protezione civile della Regione.

La storia attorno alle acque di Prà di Lama è ormai salita alla ribalta da alcuni mesi con il laghetto che si è “spostato”. O meglio, è il terreno che si è abbassato facendo sì che l'acqua occupasse nuovi spazi e creasse qualche preoccupazione. Nonostante gli anziani del paese ricordino, e ci sono testimonianze anche fotografiche, come questi movimenti si siano ripetuti negli anni, l'allarme era stato lanciato da Fedora Quattrocchi, esperta dell'Ingv, che aveva ipotizzato che la possibile pericolosità della zona a livello sismico perché incrocio di due faglie in movimento.

«In Regione ci è stato invece detto che non c'è alcun legame – spiega Angelini – il terreno si è ormai quasi stabilizzato, restano solo alcuni piccoli movimenti nella zona davanti a quello che doveva essere lo stabilimento termale. Non ci sono pericoli per la strada e le abitazioni vicine. Naturalmente la situazione resterà monitorata. Anche l'Ingv resterà vigile sull'area, ma non ci sono prove scientifiche che possano correlare quanto successo a eventi premonitori di sisma. Tra circa un mese i tecnici della Regione verranno a Pieve Fosciana per misurare la profondità del laghetto, cosa mai fatta in precedenza. Inizieremo anche un rapporto con l'Università di Firenze per un monitoraggio satellitare e per rilievi particolareggiati dell’area».

L'accesso alla zona, comunque, rimane interdetto a tempo indeterminato. È possibile che novità possano arrivare con l'arrivo della bella stagione così come che il nuovo spazio che il lago si è “preso” resti tale per diversi anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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