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Massacrato in strada I carabinieri trovano gli altri 4 picchiatori
Il 7 febbraio ad Altopascio ridussero in fin di vita un 23enne Gli piantarono un cacciavite nel cranio. Tutto per una chat
ALTOPASCIO. Organizzarono una vera e propria spedizione punitiva con tirapugni, cacciaviti e forse un coltello. E con quelle armi ridussero in fin di vita un 23 enne di nazionalità rumena, lasciato a terra in un pozza di sangue, con un cacciavite piantato nel cranio. Il tutto per uno scambio di battute fuori luogo su WhatsApp. Ora anche gli ultimi quattro responsabili di quella “macelleria a cielo aperto” sono stati individuati dai carabinieri: si tratta di tre albanesi (due ventenni e uno all’epoca minorenne) e di un 25enne slavo. Tutti residenti tra Montecatini, Ponte Buggianese e Altopascio. Sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per tentato omicidio in concorso e porto di armi improprie.
La sera del 7 febbraio 2016 la banda degli albanesi aggredì tre rumeni, ferendone gravemente uno. Il violento episodio aveva portato, lo scorso 10 giugno, all'arresto da parte dei carabinieri di due fratelli albanesi: Oltian Cepa, 25 anni, nullafacente, senza fissa dimora ed il fratello Landir Cepa, 34 anni, nullafacente, residente a Montecatini Terme. Entrambi avevano già qualche precedente. I due finirono in carcere in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca.
L'aggressione era scaturita da una lite cominciata qualche tempo prima su WhatsApp tra un ragazzo rumeno all'epoca 17enne e Cepa Oltian. Entrambi erano membri dello stesso gruppo sulla nota applicazione di messaggistica mobile. Oltian aveva postato delle espressioni "particolari" nei confronti di una ragazza e per questo era stato escluso dal gruppo da parte del giovane rumeno, amministratore del gruppo stesso. Da qui il risentimento dell'albanese all’origine dell'astio tra i due, che pian piano è cresciuto arrivando dapprima alle minacce e poi al fatidico scontro: Cepa Oltian e il 17enne rumeno, infatti, si erano dati appuntamento ad Altopascio, nella centralissima via Cavour, alle 18,30 del 7 febbraio, per "chiarire" la vicenda. Ma in realtà il progetto era un altro: Oltian con il fratello Landir e gli altri quattro giovani ora individuati, organizzò una vera spedizione punitiva. Il gruppo degli albanesi si presentò all’appuntamento equipaggiato di tirapugni cacciaviti e forse un coltello. Non appena videro il 17enne, accompagnato dal padre e dal cugino, li aggredirono violentemente. Tutti e tre i rumeni rimasero feriti, coperti di calci e pugni, ma il più grave fu il cugino 23enne, Giorgian Horeica, il quale venne colpito più volte dopo essere caduto in terra, anche con un calcio alla testa e con un'arma da punta (presumibilmente un cacciavite) che penetrò nel cranio per diversi centimetri. Lo stesso, venne quindi portato all'ospedale "Cisanello" di Pisa in condizioni gravissime e rimase a lungo in stato di coma a seguito della frattura dell'osso frontale, con conseguente emorragia ed edema cerebrale, oltre a riportare anche la frattura delle ossa del naso. Nella rissa rimase ferito anche Landir Cepa, colpito in modo lieve da un fendente alla coscia, che venne ricoverato, invece, al nosocomio di Pescia.
La feroce aggressione è stata rapidissima: il tutto si è consumato in pochissimi minuti, al termine dei quali gli aggressori si dettero alla fuga a bordo di due autovetture: una Peugeot 202 grigia (con i due Cepa) e una Grande Punto bianca con gli altri membri della banda.
Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto e condotte dal nucleo investigativo del reparto operativo, dal Norm e dalla stazione di Altopascio, sono partite dalla minuziosa visione dei filmati registrati dalle telecamere presenti nella zona in cui è accaduta l'aggressione e da alcune testimonianze. Tali elementi hanno portato all'identificazione degli altri partecipanti alla spedizione, alla ricostruzione delle mosse di ciascuno di essi, compresa la fase organizzativa che ha visto protagonisti i fratelli Cepa, i quali a Montecatini Terme riunirono gli altri quattro "compari" per andare all'appuntamento con il giovane rumeno che l'aveva estromesso dal gruppo di WhatsApp. (g.p.)
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