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Lucca

oggi l’assegnazione del titolo

La farina di castagne della Garfagnana nella finale nazionale

CASTELNUOVO GARFAGNANANA. La farina Dop della Garfagnana in finale per il titolo di miglior farina di castagne d’Italia. Oggi a Boccheggiano, sulle colline maremmane, si terrà la cerimonia di...

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CASTELNUOVO GARFAGNANANA. La farina Dop della Garfagnana in finale per il titolo di miglior farina di castagne d’Italia. Oggi a Boccheggiano, sulle colline maremmane, si terrà la cerimonia di premiazione dove si decreterà la farina vincitrice portata in finale dall’impresa Bontà della Garfagnana di Roggio, frazione di Vagli Sotto, come farina dell’Associazione Castanicoltori della Garfagnana. Erano 47 le farine tra cui emergere con la giuria formata da Alfonso Di Pietro, Renato Befi, Valeria Cittadini, Claudio Cantini, Fausto Costagli, Oriana Ronca, Patrizia Salusti, Sarah Corsini e Francesco Gentili. Ne sono rimaste 6, tra cui appunto la farina garfagnina che se la vedrà con quella ligure di Carro (La Spezia), due fiorentine di San Gaudenzio e Borgo San Lorenzo, una aretina di Caprese Michelangelo, e una bolognese da Vergato.

A seguito di un accordo di collaborazione, l'azienda Bontà della Garfagnana riveste il ruolo di partner commerciale dell'Associazione Castanicoltori della Garfagnana. «Un'alleanza nata per tutelare e valorizzare un prodotto più unico che raro che troviamo sul nostro territorio – dice il titolare Carlo Coletti – con caratteristiche nemmeno paragonabili ad altre farine di castagne proposte sicuramente a basso costo». La farina di castagne in Garfagnana si chiama farina di neccio. Un prodotto antico, fondamentale, che ha sfamato migliaia di famiglie per secoli, in una zona dove la scarsità di terra arabile rendeva troppo difficile coltivare cereali, e il castagno prendeva il nome di albero del pane.

L’associazione castanicoltori è nata nel 1998 e nel frattempo la farina di neccio è diventata un elemento importante per lo sviluppo agricolo e la promozione del territorio, con un’ampia gamma di lavorazioni: dalla farina stessa ai prodotti da forno, dai liquori alla birra di castagne. Assieme ad Asl, Arsia Toscana e Università di Firenze e Siena, si è puntato sul miglioramento dell'aspetto qualitativo dei prodotti e sulle loro caratteristiche nutrizionali, certificando ad esempio la farina di neccio, prodotta con una filiera esclusiva e macchinari specifici, come prodotto senza glutine.

Un lavoro che allo stesso tempo valorizza il territorio, dal momento che coltivando il castagneto si ha una regimazione naturale delle acque evitando frane, smottamenti, incendi e, soprattutto, si cura l’aspetto paesaggistico in chiave turistica. Nel 2004, l’associazione è riuscita ad ottenere il marchio Dop, con un disciplinare che segue tutta la filiera. Una filiera che negli ultimi anni ha sofferto a causa dell’arrivo cinipide galligeno del castagno, arrivato in Garfagnana nel 2009, dimezzanto la produzione in due anni, fino ad arrivare (nel 2014) a un calo del 90%. Ma la risposta è stata immediata. La Regione da un lato ha dato il via libera alla lotta biologica contro il cinipide, e l'Associazione castanicoltori della Garfagnana assieme all'Associazione nazionale Città del castagno e all'Unione comuni di Garfagnana, ha effettuato in proprio oltre 300 lanci dell'antagonista, diffondendolo sistematicamente su tutto il territorio. E i risultati sono stati buoni.

Dopo cinque anni di scarsa produzione dal 2015 sono cominciati ad aumentare i quantitativi di castagne, e l'obbiettivo è di riportare la produzione ai livelli antecinipide. (l.d.)

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