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Nel centrodestra Santini è pronto, Pera lancia un appello

Nel centrodestra Santini è pronto, Pera lancia un appello

Partiti d’accordo sul giornalista, LiberaLucca ancora no L’ex presidente del Senato si rivolge alla società civile

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LUCCA. Sarà quasi sicuramente il giornalista Remo Santini il candidato del centrodestra (o almeno di una buona parte di quest’area politica) per la corsa a palazzo Orsetti. L’accordo fra i partiti tradizionali (Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia) e Alternativa civica c’è: l’ufficializzazione dovrebbe avvenire nella mattinata di lunedì.

Fuori da questa intesa - almeno per il momento - LiberaLucca, il movimento creato dall’ex presidente del Senato Marcello Pera. Che proprio ieri ha reso pubblico un “Appello alla città”: «È mia convinzione - scrive Pera - che Lucca sia entrata da tempo in una stagione di declino e che solo una rinascita della sua antica coscienza civile possa salvarla. La crisi non è soltanto esogena, anche se globalizzazione, dislocazione, immigrazione, fanno sentire anche da noi i loro effetti. La crisi non è soltanto economica, benché anche Lucca risenta del contesto nazionale di una mancata crescita che dura ormai da otto anni. Più propriamente, la crisi riguarda la creatività, la capacità di intrapresa, l'innovazione, la prontezza di risposta, la voglia di inventare, sfidare, fare da sé. In una parola sola: la crisi riguarda l'orgoglio cittadino. Là dove Lucca, nei secoli, è stata grande ora è debole e incerta, quasi rassegnata». Pera va all’attacco dei partiti e dell’amministrazione che, spiega, «non devono sostituire la società civile, ma devono aiutarla. . La politica che da noi si pratica da anni va invece in senso contrario: freni, ostacoli, divieti, chiusure, mancanza di visione, totale assenza di coraggio. Lucca è diventata inerte e senza voce. Un caso emblematico di inerzia è l'occasione largamente perduta di riqualificare la zona ovest del centro storico. Un caso scandaloso di mancanza di voce riguarda la mobilità. Si può andare da Lucca a Firenze o a Pisa, per collegarsi agli aeroporti e alle grandi linee ferroviarie, in tempi accettabili e in condizioni decenti? In treno, non si può, perché un treno non è una carrozzella angusta, scomoda, spesso insicura, che viaggia a lentezza ottocentesca su una sola rotaia. Ci si può muovere attorno alla città e può il traffico industriale superarla? No, perché le strade sono ormai imbuti e la grande tangenzialeè stata sacrificata alle resistenze ideologiche e localistiche. Eppure Lucca non si è fatta sentire dalla Regione Toscana». I partiti di sinistra - dice Pera - «svendono Lucca», quelli di centrodestra «non sanno opporsi». Allora «è arrivato il momento di dire che solo Lucca può salvare Lucca, solo lucchesi consapevoli della propria storia, orgogliosi dell'antica grandezza, convinti di potersi governare da sé e di ritornare protagonisti, possono ridare la carica alla città. Da qui il mio appello. Esistono ancora a Lucca, giovani, donne, professionisti, imprenditori, esercenti, insegnati, intellettuali, uomini nuovi di ogni competenza, che vogliano partecipare alla rinascita della città? Che intendano discutere insieme un'agenda seria e fattibile? Che desiderino mettersi in gioco e dare un contributo collettivo, ciascuno con la propria vocazione? Che,se chiamati nelle prossime settimane a discutere di alcuni grandi temi - l'accessibilità della città, le infrastrutture, la sicurezza sociale, la cultura e il turismo - intendano partecipare con idee innovative e coraggiose, ciascuno per la propria parte?». Per Pera queste domande hanno risposta affermativa. E - nella parte finale dell’appello - spiega che «per LiberaLucca, senza alcuna discussione collettiva, è prematuro lanciare candidature o sostenere autocandidature, anche se dette "civiche"». Da questo movimento, dunque, per il momento non è ancora arrivato il via libera a Santini.

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