Il presidio
Graduatoria case popolari, bocciata metà delle domande
Lucca: sono 273 i partecipanti non ammessi, soprattutto fra gli stranieri. Pesa la richiesta di certificare il non possesso di altri immobili in patria
LUCCA. Cambia completamente la “geografia” della graduatoria di chi chiede una casa popolare a Lucca: moltissimi stranieri fra gli esclusi e maggioranza di italiana fra gli ammessi. Soprattutto nei primi posti. A non cambiare è la richiesta di alloggi: a fare domanda, fra 2013 e 2014, furono 657 persone. Tre anni dopo siamo scesi di poco: 623 hanno risposto al bando a fine 2016.
A essere stravolto è il rapporto fra gli ammessi e gli esclusi. Nel 2014 dei 657 richiedenti ben 617 furono gli ammessi, e solo una quarantina gli esclusi. Nella graduatoria provvisoria firmata ieri mattina dal dirigente Graziano Angeli, gli ammessi sono stati 350 e gli esclusi ben 273: vale a dire il 44%. E, scorrendo la lista, si vede che i cognomi sono soprattutto di stranieri. Bene precisare che si tratta appunto di una graduatoria provvisoria: chi è stato escluso e crede di avere invece i requisiti per essere ammesso, avrà un mese di tempo per fare ricorso e integrare la documentazione. Ma le correzioni che (eventualmente) saranno apportate riguarderanno un numero limitato di posizioni. E, dunque, si può dire che siamo di fronte a una valanga di esclusi.
«Effetto in grandissima parte - spiega l’assessore al sociale Antonio Sichi - delle nuove indicazioni sul non possesso di altri alloggi». Una dichiarazione da fare con un’autocertificazione. Della quale si può facilmente controllare la veridicità con un’ispezione al catasto, in caso di un richiedente italiano o di alcuni Paesi stranieri per i quali si possono comunque consultare le banche dati. Discorso diverso per molti altri paesi - soprattutto dell’Africa -: per questi, dunque, si è deciso di chiedere non solo la dichiarazione sostitutiva, ma un documento da far “vistare” all’ambasciata del Paese di provenienza. E in molti casi - dunque - questo documento non è stato presentato, rendendo di fatto nulla la domanda per l’assegnazione delle case popolari.
Gli altri requisiti principali soddisfatti da chi è riuscito ad entrare in graduatoria sono la residenza nel comune da almeno cinque anni e l’Isee sotto i 16.500 euro. Nello stilare la graduatoria, poi, i criteri hanno premiato la “storicità” nella richiesta di alloggi (cioè chi aveva già presentato domanda ma non era stato soddisfatto) e situazioni come la disabilità di un componente del nucleo familiare e la non autosufficienza.
Il termine per presentare le integrazioni è il 26 febbraio. Dopo qualche giorno la graduatoria, con le eventuali correzioni, sarà resa definitiva.
E allora potranno cominciare le assegnazioni delle case popolari. Circa una sessantina sono immediatamente disponibili e, dunque, potrebbero avere un nuovo inquilino già entro il mese di aprile. «Abbiamo i 36 alloggi di Pontetetto - precisa Sichi - più altri immobili “recuperati”. Bisogna poi considerare che per molti dei primi classificati si tratterà di una regolarizzazione, visto che sono già considerati assegnatari provvisori».
Nei prossimi mesi, poi, nel “carniere” del Comune dovrebbero entrare i nove appartamenti della “Stecca” al quartiere Giardino e i tre acquistati con fondi regionali a Montuolo. A questi vanno ad aggiungersi i circa 40 che ogni anno vengono “liberati” dai precedenti assegnatari. L’assegnazione viene fatta scorrendo la graduatoria, ma considerando anche le necessità delle famiglie e le caratteristiche degli appartamenti disponibili.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
