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Gli operai di Cossiga, i complimenti di Ciampi
Le ultime due visite degli inquilini del Quirinale, nel 1986 e nel 2002 Per entrambi un grande successo di popolo nelle passeggiate in centro
LUCCA. Le pagine ingiallite delle “collezioni” del Tirreno (cioè dei volumoni dove vengono conservati tutti i numeri usciti) ci raccontano, negli ultimi trent’anni, delle visite lucchesi di altri due Presidenti della Repubblica: Francesco Cossiga a maggio del 1986 e Carlo Azeglio Ciampi nel settembre del 2002. Epoche diverse anni luce fra di loro e con quella che stiamo vivendo. Il democristiano Cossiga (eletto al primo scrutinio anche con i voti dei comunisti nel 1985) arrivava nella Lucca “mosca bianca” della Toscana rossa. Ed è uno strano caso del destino che a spingere per questa visita fu proprio Maria Eletta Martini, che verrà omaggiata fra poco più di un mese dall’attuale inquilino del Quirinale Sergio Mattarella. Cossiga, infatti, arrivò per il convegno sul volontariato, del quale Martini fu l’anima. Rimase due giorni in cittò, l’8 e il 9 maggio. Il primo fu caratterizzato - oltre che dall’incontro istituzionale con l’allora sindaco Piero Baccelli - dalla manifestazione in piazza San Michele degli operai della Cantoni: in quel periodo, infatti, l’azienda aveva annunciato 900 licenziamenti. Cossiga ascoltò lavoratori e sindacalisti parlando di un «caso nazionale». Purtroppo - come la storia ha poi raccontato - la Cantoni, dopo diversi anni, avrebbe chiuso i battenti. Ma le cronache dell’epoca non narrano soltanto di questo. Quegli, infatti, erano i mesi dell’allarme per l’espolosione nella centrale nucleare sovietica di Chernobyl. E proprio da Lucca Cossiga invitò alla «massima chiarezza» sugli effettivi rischi per la popolazone. Il presidente - che da lì a qualche anno sarebbe stato etichettato come il “picconatore” per le sue critiche alla Prima repubblica ormai agonizzante - visitò anche la Fabio Perini, così come le Mura. E proprio al Caffè delle Mura sarebbe andato a cenare per terminare il suo primo giorno “lucchese”. Nel secondo - come detto - l’incontro al palasport sul volontariato, al quale partecipò un altro notabile democristiano dell’epoca, anch’esso molto vicino a Maria Eletta Martini: il ministro della protezione civile Giuseppe Zamberletti.
Dovettero passare sedici anni per ospitare un altro Presidente della Repubblica fra le Mura: il livornese Carlo Azeglio Ciampi arrivò a Lucca (da Pistoia) nella serata del 17 settembre 2002 e pernottò nell’appartamento presidenziale in prefettura.
Anche Ciampi - come Cossiga - era stato eletto al primo scrutinio (sono gli unici due presidenti finora riusciti nell’impresa). E come già successo con il predecessore sardo, l’accoglienza dei lucchesi fu caldissima. Lo testimoniano le foto della folla in piazza Napoleone, ad aspettare l’uscita di Ciampi da palazzo Ducale.
La giornata successiva fu densa di appuntamenti. Prima di tutto gli incontri istituzionali, con il sindaco Pietro Fazzi e con il presidente della Provincia Andrea Tagliasacchi. Poi una visita privata nella cattedrale di San Martino accompagnato dall’arcivescovo Bruno Tommasi e un pranzo in prefettura con alcuni importanti imprenditori, alla presenza dell’allora presidente del Senato Marcello Pera. Proprio quel pomeriggio, poi, venne inaugurato alla presenza del Presidente l’auditorium di San Romano, che da pochissimo era stato recuperato e adibito a sala convegni.
Anche durante la visita di Ciampi (che come sempre avveniva fu accompagnato anche a Lucca dall’amata moglie Franca) non mancarono occasioni di confronto sul lavoro: in particolare arrivò l’appello di un gruppo di operai - che venne consegnato direttamente al Presidente - per chiedere più sicurezza sui posti di lavoro, dopo una serie tragica di incidenti mortali. Ciampi ebbe parole di elogio per la città, dalla quale peraltro proveniva sua nonna paterna: «Amo - disse durante l’incontro in sala Ademollo - questa città del silenzio così dinamica». Una città che, oltre quindici anni più tardi, si sta preparando a tirarsi a lustro per Sergio Mattarella.
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