Il Tirreno

Lucca

Finisce in carcere lo spazzacamino

di Luca Tronchetti
Finisce in carcere lo spazzacamino

L’ex paracadutista armato di coltello a serramanico lungo 20 centimetri ferisce all’addome lo zio e al collo il fratello

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GRAGNANO. Questioni professionali, legate al lavoro di spazzacamino, unite a dissapori di natura personale sono all’origine del litigio tra parenti finito a coltellate e che ha spalancato le porte del penitenziario di San Giorgio ad Andrea Del Sarto, 44 anni da compiere a giugno, residente in via Pesciatina a Gragnano, teatro della violenta lite familiare che, per una questione di centimetri, poteva trasformarsi in tragedia. Del Sarto, titolare della «Tecnofumi» di Gragnano, è accusato di tentato omicidio nei confronti dello zio Francesco Gargano, 54 anni, che ha riportato gravissime lesioni toraciche ed è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico (la prognosi resta riservata) e di lesioni gravissime ai danni del fratello minore Manolo Del Sarto, 36 anni, che colpiva ripetutamente alla testa con una torcia a led procurandogli ferite al cuoio cappelluto giudicate guaribili in un mese. Sia il coltello a serramanico marca Fox tipo militare della lunghezza di 20 centimetri con cui è stato ferito all’addome e al torace Gargano, sia la torcia con cui è stato colpito Manolo Del Sarto, sono stati recuperati dai carabinieri dell’aliquota radiomobile guidati dal tenente Rosario Tedesco e posti sotto sequestro dal magistrato di turno, il sostituto procuratore Elena Leone che ha disposto la detenzione in carcere per lo spazzacamino di Gragnano rimasto leggermente contuso alla mano sinistra durante il raptus.

I fatti. L’allarme è scattato giovedì sera intorno alle 22 quando Manolo Del Sarto ha chiamato la centrale operativa dei carabinieri e quella del 118. «Aiuto, io e mio zio siamo stati feriti da mio fratello». Cosa era accaduto? Stando all’accusa Manolo Del Sarto e Francesco Gargano avevano fatto visita a Andrea Del Sarto per chiarire pacificamente questioni legate al lavoro di spazzacamino che entrambi i fratelli esercitavano separatamente e per aspetti riconducibili alla sfera privata. Ma nel giro di pochi istanti dalle parole si era passati alle vie di fatto. Andrea Del Sarto era salito alla ribalta della cronaca nel 1997 quando si trovava in Somalia durante la missione «Ibis» in forza ai paracadutisti della Folgore di Pisa. La sua foto, infatti, era apparsa su Panorama, in relazione a presunte torture, mentre era intento a sorvegliare un somalo legato e incappucciato.

Il coltello del para. E per ferire all’addome e al torace lo zio, l’ex militare ha usato proprio un coltello a serramanico di colore nero e lungo 20 centimetri con impressa l’effigie del nono reggimento Col Moschin. Inoltre, nel giardino esterno all’abitazione, teatro dell’accoltellamento i carabinieri hanno trovato pure un manganello sfollagente in metallo.

Il raptus. La lite verbale intercorsa tra i fratelli e lo zio all’interno del giardino avrebbe scatenato il raptus dello spazzacamino di Gragnano titolare della ditta «Tecnofumi». Prima l’imprenditore avrebbe spintonato il fratello fino a farlo cadere e poi impugnato il coltello a serramanico Andrea Del Sarto ha iniziato a sferrare fendenti colpendo Gargano al ventre e provocandogli una profonda ferita toracico addominale con il congiunto crollato a terra in una pozza di sangue.

«Sono stato aggredito». Arrivati i militari e un’ambulanza lo spazzacamino si è difeso sostenendo di essere stato aggredito dai due congiunti. Per rafforzare la sua tesi ha mostrato ai carabinieri una mano ferita e sanguinante. Accompagnato al San Luca - dove i congiunti erano stati trasferiti con l’autolettiga e anche loro sentiti dagli inquirenti - e raccolte le deposizioni Andrea Del Sarto veniva arrestato e trasferito in carcere a disposizione del gip.

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