Il Tirreno

Lucca

Canoni energetici triplicati Effetti anche sul territorio

Canoni energetici triplicati Effetti anche sul territorio

Assemblea dei piccoli produttori a Diecimo in vista del nuovo vertice in Regione Settore idroelettrico a rischio con conseguenze potenziali anche sull’ambiente

3 MINUTI DI LETTURA





BORGO A MOZZANO. La prima immagine che viene in mente è quella di chi si tira, volontariamente, una martellata su un dito. Del resto come spiegare altrimenti l’atteggiamento della Regione Toscana nei confronti dei produttori di energia idroelettrica? Sì, perché come denunciato dall’associazione di categoria l’incremento dei canoni regionali, più che triplicati, produce una serie di effetti a catena negativi. Per l’economia e per l’ambiente. Se ne è parlato ieri a Diecimo, nell’assemblea dei produttori toscani convocata da Assoidroelettrica.

Un’assemblea affollata per un settore relativamente di nicchia: almeno 50 persone, senza tener conto dei produttori non presenti in quanto già rappresentati dall’associazione di categoria.

«L’incontro è servito a fare il punto della situazione – spiega il presidente di Assoidroelettrica Paolo Taglioli – in vista dell’appuntamento che avremo, il 2 febbraio, con gli assessori regionali Federica Fratoni e Vittorio Bugli. Un appuntamento che fa seguito a quello già avuto lo scorso dicembre, e nel quale abbiamo esposto le nostre ragioni».

E quali sono queste ragioni? Semplice, l’impossibilità per tanti piccoli produttori di far fronte ai nuovi canoni introdotti: «Si tratta di ridiscutere la loro determinazione, un aumento del 350% come quello applicato è assolutamente insostenibile, anche a fronte dell’abbassamento del prezzo dell’energia. Se questo aumento può essere tollerato per gli impianti di grandi dimensioni (quelli gestiti direttamente dall’Enel per intendersi), non è così per i piccoli. Per dare un’idea, mentre un impianto come la diga di Turrite produce 120 milioni di Kw, i nostri produttori sono anche sotto il milione di Kw. E ci sono da evidenziare diversi aspetti: i nostri produttori investono sul territorio in cui operano, contribuiscono alla sua tutela e alla sua ricchezza». L’esempio citato – ma se ne potrebbero fare moltissimi – è quello di Melo a Cutigliano, dove un’azienda agricola poi diventata agriturismo (e il relativo territorio) è stata salvata dall’abbandono, anche generazionale, grazie all’idea di cominciare a produrre energia da un paio di torrentelli. Ha funzionato lì e sta funzionando in tantissime altre realtà altrimenti destinati all’oblio, senza più nessuno che si prenda cura del territorio. Per tacere poi dell’importanza in chiave di lotta al surriscaldamento globale che passa in primis dal ricorso alle fonti energetiche rinnovabili (come l’idroelettrico appunto). Insomma un sistema che dovrebbe essere tutelato, anche per contrastare i nefasti effetti sul clima di cui i produttori, spiega Taglioli, sono al tempo stesso nemici (fornendo energia non impattante) e vittima, subendo i prima persona gli effetti di un meteo impazzito tra alluvioni che danneggiano gli impianti e periodi di siccità assoluta che non li fanno funzionare.

Tutte ragioni l’associazione ha portato all’attenzione degli assessori regionali. «E riponiamo tante speranze nella loro comprensione – aggiunge Taglioli – perché è vero che abbiamo impugnato il provvedimento della Regione, ma è anche vero la nostra volontà non è quella di andare a rideterminare i canoni in punta di diritto, davanti a un tribunale, ma trovando un accordo soddisfacente, a quel punto ritireremmo subito il nostro ricorso». Insomma, si punta sul buonsenso.

Luigi Spinosi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera