Il presidio
Promotore finanziario sparisce con 1,5 milioni
È accusato di aver truffato 19 clienti, compresi parenti e amici
LUCCA. Macchine sportive, abiti eleganti e un eloquio forbito. Sembrava un uomo di successo, uno di quelli capaci di fare soldi e magari di farli fare anche agli altri. Ma l’apparenza inganna. Lo sanno bene 19 clienti di Marco Landucci, 46enne lucchese, ex promotore finanziario della Ubi Banca. Parenti, amici e vecchi compagni di scuola del cosiddetto “principe della Versilia” – per la frequentazione assidua dei locali della riviera – avevano affidato a Landucci i loro risparmi, con la speranza di vederli moltiplicati. Ma non è andata così. I soldi, in totale 1,5 milioni di euro, sono spariti e con loro anche il promotore, divenuto irreperibile dal 2012. Nelle scorse settimane la procura di Lucca ha chiuso un’articolata inchiesta nei confronti del 46enne, indagato a vario titolo per truffa, falso, appropriazione indebita e circonvenzione di incapace. Ipotesi di reato aggravate dal danno patrimoniale rilevante. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Salvatore Giannino che per gli accertamenti si è affidato all’aliquota dei carabinieri in forza alla polizia giudiziaria e alla collaborazione dei militari della stazione di San Lorenzo a Vaccoli.
I fatti contestati all’ex promotore risalgono al periodo che va dal 2009 al 2012. L’inchiesta è partita a seguito di alcuni esposti presentati dai clienti lucchesi di Landucci. Secondo la procura l’uomo avrebbe utilizzato il denaro che gli era stato affidato per investimenti di carattere personale su fondi esteri, alcuni anche in Medio Oriente. Per tenere tranquilli i clienti gli presentava dei resoconti fasulli che attestavano guadagni tanto lauti quanto falsi. Ma quando un investitore si è presentato alla filiale della banca Ubi a San Concordio per disinvestire le somme, il bluff è venuto a galla: il denaro era sparito.
A quel punto il promotore, chiamato dalla banca a fornire chiarimenti, si è dato alla macchia. Pare abbia cercato riparo all’estero, dove probabilmente si trova ancora oggi. Per depistare gli uomini della polizia giudiziaria, che erano sulle sue tracce, Landucci ha addirittura acquistato un biglietto aereo per New York. Ma quel volo non l’ha mai preso, almeno stando ai resoconti della pg, che ha cercato di rintracciarlo all’imbarco.
A carico dell’indagato c’è anche una lettera manoscritta in cui Landucci ammette le sue responsabilità e chiede scusa a una delle vittime raggirate, invitandola a rivolgersi a un avvocato. Una beffa aggravata (sul piano morale) dal fatto di aver truffato non semplici sconosciuti, ma persone che gli erano vicine e che conosceva assai bene: amici di infanzia, parenti e donne con cui aveva stretto un legame. Dopo la chiusura delle indagini il sostituto procuratore Salvatore Giannino si appresta a chiedere il rinvio a giudizio.
Landucci era salito alla ribalte delle cronache giudiziarie nel pisano: nel 2012 la Consob lo radiò dall’albo dei promotori finanziari. A seguito di un’indagine interna promossa dalla Ubi Banca Private Investment emerse che attraverso firme false e documentazione fittizia Landucci era arrivato a movimentare circa 250mila euro all’insaputa dei risparmiatori. Indagine analoghe sono state avviate anche a Milano.
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