Il Tirreno

Lucca

Piazzetta dell’Arancio sempre più deserta: va via un altro negozio

di Anna Saccoccio
Piazzetta dell’Arancio sempre più deserta: va via un altro negozio

Tredicinodi Cashmere si trasferirà presto a Marlia Gli operatori: «È uno dei posti più belli, ma non è valorizzato»

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LUCCA. Solo pochi passi separano piazzetta dell’Arancio dal Fillungo, tanto che le voci di chi va a fare compere e commenta le vetrine della via più frequentata di Lucca si distinguono ben chiare nella piazza accanto, eppure, questa “isola” commerciale del centro storico appare sempre più staccata dal passaggio di cittadini e turisti. La piazzetta, indicata da una timida insegna appesa all’angolo del vicolo che immette nella corte, è sempre stata un po’ nascosta, appartata e tranquilla rispetto a tante altre zone, ma è diventata ancora meno frequentata da quando se ne sono andati i due negozi, lo storico d’abbigliamento Tenucci Donna, che ha chiuso, e quello di calzature per bambini Peter Pan, che si è trasferito in via Nuova.

Ora, un altro negozio ha deciso di lasciare questo grazioso angolo di Lucca. Dopo sei anni in piazzetta dell’Arancio Tredicinodi Cashmere si trasferirà fuori dalle Mura. Il negozio vende maglieria in cashmere prodotta artigianalmente e realizza capi su misura utilizzando i materiali più pregiati sul mercato. Ora sta facendo forti sconti. A marzo riaprirà in viale Europa a Marlia, in uno spazio dove la vendita verrà accorpata alla produzione, che in questi anni è stata realizzata in un laboratorio a Montecarlo, da dove proviene il titolare. «Tra i nostri clienti, sette su dieci vengono in macchina da fuori - ci spiegano in negozio- . Per loro, dal punto di vista logistico sarà più comodo venire fuori dalle Mura. A noi permette di avere produzione e vendita nello stesso posto. Oltre alla praticità poi ci piace l’idea che il cliente potrà vedere la lavorazione. Certo, ai nostri clienti del centro storico dispiace che ci spostiamo. Piazzetta dell’Arancio è un posto bellissimo, ma c’è poco passaggio, spesso è semi deserta». La gente non arriva per caso nella piazzetta, ma viene apposta per entrare di uno dei negozi di abbigliamento per bambini o adulti, o acquistare qualcosa in profumeria, nel negozio di cose per la casa, o ancora per fare un giro nella galleria d’arte o andare al ristorante All’Olivo. «Chi viene - raccontano ancora al Tredicinodi - è perché ci conosce e vuole il nostro prodotto. Il passaggio spontaneo però aiuta. Fino a poco tempo fa, dopo anni di presenza qui, succedeva che entrassero persone di Lucca che non si erano mai accorte della nostra esistenza». Per diverse ragioni Piazzetta dell’Arancio resta isolata.

«Passa più gente in via Buia, perché è una zona di raccordo. Anche il fatto che il vicolo San Carlo non sia usato non aiuta. Se lo fosse, ci sarebbe più movimento anche qui. Il nostro centro città, come tanti altri, sta morendo, ma ci sono posti che sicuramente andrebbero valorizzati di più». Sulla stessa linea anche Guia Sordi, titolare della profumeria a pochi metri da Tredicinodi che vende prodotti di alta qualità. «Siamo nella piazzetta più bella di Lucca, ma ci sentiamo dimenticati- dice - Vendo un prodotto ricercato, quindi le persone che lo conoscono e lo apprezzano vengono regolarmente, ma più movimento servirebbe eccome. Capita che dei lucchesi chiamino la casa madre a Padova per ordinare qualcosa, e si stupiscono quando la ditta li avvisa che esiste un punto vendita nella loro città, in pieno centro. Assurdo ma è così». Secondo Guia Sordi non viene fatto abbastanza per supportare i piccoli commercianti. «Le catene di negozi vanno bene, ma vanno salvaguardati anche quei negozianti che propongono un prodotto diverso. Vivo qui da vent’anni, ma sono di Cremona, lì da quando le vie principali sono finite in mano di grandi catene, si è deciso di sviluppare e valorizzare le vie laterali per i piccoli commercianti. Essere in una via più appartata di per se non sarebbe per forza uno svantaggio: il cliente che vuole essere più seguito, in uno spazio più riservato si sente più tranquillo, ma bisogna fare di tutto per farlo arrivare». L’insufficienza di indicazioni è uno dei punti che gioca a sfavore dei negozianti. «All’entrata del vicolo non sono segnalati i marchi che si possono trovare in questa piazzetta». L’altro problema restano i parcheggi. «Le persone hanno poco tempo, se in più non vengono facilitate nel trovare parcheggio in centro non vengono». Poi sarebbero utili iniziative mirate. «Ci viene chiesto di stare sempre più aperti, più ore e più giorni, questa secondo me non è la soluzione. Sarebbe più utile - conclude - fare un calendario di aperture speciali e pubblicizzarlo in modo più massiccio».

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