Il Tirreno

Lucca

De Lauretis sul pronto soccorso: troppi ricoveri e attese eccessive

di Gianni Parrini
De Lauretis sul pronto soccorso: troppi ricoveri e attese eccessive

La direttrice generale dell’Asl smonta le critiche per la carenza di personale e la mancanza di letti «I numeri dicono che su questi parametri siamo nella media». E studia nuovi percorsi organizzativi

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LUCCA. I problemi del pronto soccorso? Molti e numerosi ma non sono quelli che tutti credono. Le pessime performance della struttura non sono dovute alla carenza di posti letto o alla mancanza di personale. Il vero nodo sono gli eccessivi ricoveri e il periodo di degenza. Parole e musica della direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis che ieri pomeriggio ha partecipato alla conferenza dei sindaci convocato a palazzo Orsetti, dal primo cittadino di Lucca, Alessandro Tambellini. Nel corso di una lunga e dettagliata analisi, il dg dell’Asl Toscana nord ovest ha snocciolato numeri e cifre che, a suo giudizio, individuano i punti deboli della struttura del San Luca. È stato proprio Tambellini ad aprire la conferenza dei sindaci: «La nostra azione è mirata a far sì che il servizio sia svolto in maniera adeguata pur tenendo presente che le situazioni che si sono verificate al pronto soccorso di Lucca hanno caratterizzato anche altre realtà. Ma situazioni come quella che abbiamo vissuto in questo periodo sono difficilmente accettabili: bisogna trovare delle soluzioni per emergenze prevedibili. Servono nuovi modelli di carattere organizzativo. Il San Luca rappresenta una grande opportunità per Lucca, ma dobbiamo farlo lavorare a regime».

I medici di base sono ok. Dopo l’intervento del presidente della conferenza ha preso la parola la dottoressa De Lauretis. E qui di cose interessanti ne sono venute fuori parecchie. Il direttore generale, ad esempio, rigetta l’ipotesi, avanzata da più parti, che il problema del pronto soccorso sia dovuto allo scarso filtro in ingresso operato dai medici di base. «Analizzando i dati – ha detto la dottoressa – non si può sostenere che a Lucca ci siano troppi accessi. Al contrario, negli ultimi anni il numero di persone che si presentano al pronto soccorso è calato: gli accessi erano 64mila nel 2013 e sono scesi a 60mila nel 2016. Il tasso di accesso lo conferma: qui è di 355 unità ogni mille abitanti mentre la media Toscana è di 362. Dunque è sbagliato dire che il problema sia lo scarso filtro dei medici di base».

Personale, medaglia a due facce. L’altra questione su cui De Lauretis vuol fare chiarezza è quella della carenza di personale. «Su questo fronte – dice – non c'è squilibrio rispetto alle altre realtà: il numero di operatori a Lucca è simile e anche superiore rispetto ad altri territori. Come azienda nel comparto abbiamo assunto nel corso del 2016 ben 150 operatori sanitari in più. Anche a Lucca in questo ambito il saldo rispetto al 2015 è positivo: + 18 infermieri e + 12 oss; inoltre sono stati 'recuperati' 6 infermieri che lavoravano al 118 e non si sono spostati nella Centrale unica Alta Toscana. Quindi, l'azienda ha investito anche su questo territorio». Qualcuno tra i sindacalisti presenti all’incontro storce la bocca e fa notare che manca da oltre due anni il primario. E oltre a lui mancano pure altri due medici, ma nessuno lo sottolinea. Tantomeno la direttrice. «Per quanto riguarda il nuovo primario – si limita a dire – il concorso è stato bandito e il percorso sta quindi andando avanti».

I posti letto? Bastano. La direttrice rimanda al mittente anche le sottolineature sulla mancanza di letti. È lo stesso sindaco Tambellini a chiedere spiegazioni, sottolineando che il San Luca era stato progettato per 410 posti letto che in realtà sono 360-365 (a seconda delle giornate) e che, anni addietro. Al Campo di Marte ce n’erano oltre 550. «Può darsi fosse così in passato – ribatte la dottoressa – ma quando è stato chiuso il Campo di Marte aveva 360 letti come quelli che ci sono oggi al San Luca. Inoltre i letti che mancano sono quelli della bassa intensità che sono stati portati fuori dalla struttura (dove nessuno lo sa, ndr). Questo però non ha influito sui posti presenti in medicina generale che oggi, dopo la recente riorganizzazione, sono 136, quasi 20 in più di quelli inizialmente previsti». Per quanto riguarda le cure intermedie e le strutture territoriali la dottoressa ricorda che Lucca ne ha in numero sufficiente (32) secondo i parametri della Regione. Ma anche qui non si fa nessun accenno ai 14 che ancora devono essere aperti al Campo di Marte e che erano stati promessi da tempo.

Le dolenti note. Chiuso il capitolo dei “falsi” problemi, veniamo a quelle che secondo la direttrice sono le vere criticità del pronto soccorso. Che – De Lauretis dixit – ingolfa l’intero San Luca. «I tempi di attesa sono eccessivi – dice – I codici gialli dovrebbero essere vistati in 30 minuti ma solo un terzo rientra nei tempi previsti. Stesso discorso per i “verdi”: dovrebbero essere vistati entro un’ora ma solo la metà lo è realmente. Intendiamoci nessun pronto soccorso rispetta gli obiettivi al 100%, ma Lucca è sopra la media e le performance sono in peggioramento. C’è poi la questione ricoveri: su 100 accessi il 14,18% viene ricoverato. Sono troppi: la media della Asl nord ovest è dell’11% (quella regionale però è sopra il 13%, ndr). Sembra un’inezia ma sui 60.000 accessi annui il 3% in più sono 1.800 persone. Se moltiplichiamo questo numero per il periodo di degenza media del San Luca – quasi 9 giorni, anch’esso troppo elevato – viene fuori che quel 3% occupa ogni giorno circa 44 letti. Che non sono affatto pochi». Secondo De Lauretis tra le cause degli eccessivi ricoveri c’è la medicina d’urgenza, che non a caso è stata fortemente ridotta (solo 4 letti). Per migliorare la situazione la dottoressa punta sulla predisposizione di nuovi percorsi che coinvolgano le specialità mediche e consentano ai pazienti di saltare il passaggio dal pronto soccorso. In più andrà rivisto il ruolo degli hospice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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