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Bimbo morto soffocato la mamma depone in aula
Si è aperto ieri mattina il processo per il decesso del piccolo Alessandro Favilla Imputati tre medici: l’accusa è di omicidio colposo. Prossima udienza martedì
LUCCA. Si è aperto ieri mattina a Lucca il processo per la morte del piccolo Alessandro Favilla, 10 anni, deceduto il 25 ottobre 2012 in seguito a una crisi respiratoria. Sono tre i medici imputati per questa dolorosa vicenda: si tratta dei pediatri Graziano Vierucci (medico di libera scelta), Elisabetta Spadoni dell’Asl 2, e del pediatra di famiglia Giuseppe Fontana. Saranno processati per l’accusa di concorso in omicidio colposo aggravato da colpa medica. Ieri in aula si è tenuta la prima udienza della fase dibattimentale. Davanti al giudice Stefano Billet è stata ascoltata la signora Alessia Favilla, madre del piccolo Alessandro, che rispondendo alle domande del pm Aldo Ingangi e degli avvocati di parte, ha ricostruito con grande dignità e forza d’animo, i giorni e le ore che hanno preceduto la morte del piccolo. L’udienza è durata oltre un’ora e non c’è stato modo di ascoltare altre testimonianze. Il processo riprenderà martedì 1° febbraio, quando verranno ascoltati Emanuele Favilla, padre del bambino, e altri testimoni. Le altre udienze sono già fissate per il 9 e il 23 febbraio.
Intanto sulla pagina Facebook aperta dai genitori in ricordo del piccolo Alessandro, qualche ora prima dell’udienza la mamma aveva postato alcune considerazioni: «Finalmente inizia ufficialmente la battaglia che spero alla fine ti dia la giustizia che meriti – scrive la donna – In aula parlerò di te, racconterò la storia di un bimbo speciale che per una beffa della natura era nato senza una parte di un cromosoma e quella mancanza di Dna gli aveva causato tanti problemi di crescita e di apprendimento e negli ultimi anni una gobbina che peggiorando aveva causato la necessità di 2 delicati interventi. Ma quel bimbo nonostante tutto amava vivere, perché quella stessa natura che da una parte gli aveva tolto, dall’altra gli aveva donato un cuore immenso, capace di donare un Amore smisurato».
Parole toccanti che non possono far dimenticare la tragica morte di Alessandro. Secondo i legali della famiglia il piccolo è morto a causa di una malattia polmonare non diagnosticata con tempestività visto che - stando alla consulenza tecnica redatta dal dottor Roberto Dal Porto - «è mancata una visita pneumologica accurata mediante esecuzione di spirometria». Dall’altra parte, la dottoressa Benedetta Guidi (perito nominato dall’avvocato Francesca Lenzi che difende alcuni medici indagati del pronto soccorso e il pediatra di famiglia), insiste sulla polmonite ab ingestis: l’inalazione involontaria di materiale alimentare - solido o liquido - proveniente dall’apparato digerente. In sostanza, il bimbo sarebbe stato soffocato dal cibo o dal liquido (aveva bevuto del latte caldo) andatogli di traverso.
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