Il presidio
Uniformati i costi mensili dei nidi pubblici e privati
BARGA. Un'offerta alle famiglie cresciuta nel tempo, per garantire servizi di qualità a prezzi abbordabili. La gestione associata dei nidi d'infanzia dei comuni di Barga, Coreglia Antelminelli,...
BARGA. Un'offerta alle famiglie cresciuta nel tempo, per garantire servizi di qualità a prezzi abbordabili.
La gestione associata dei nidi d'infanzia dei comuni di Barga, Coreglia Antelminelli, Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca, grazie ai finanziamenti europei, è riuscita ad uniformare le rette tra nidi privati accreditati e nidi pubblici a 280 euro mensili.
La dottoressa Sabrina Giannotti, consigliere comunale a Barga con delega ai nidi e membro del Coordinamento Pedagogico zonale che opera in Valle del Serchio, commenta positivamente questo nuovo corso: «Nella nostra zona - dice Sabrina Giannotti - scontiamo due elementi che giocano contro un pieno utilizzo delle strutture esistenti: da una parte una crisi economica lunghissima che ha tolto risorse alle famiglie dei lavoratori riportando molte donne nel lavoro domestico, dall’altra anche una mentalità che vede con occhio sospettoso la struttura nido d’infanzia».
Questa diffidenza verso la struttura dell’asilo d’infazia, secondo Giannotti, deriva dal ruolo tradizionale dei nonni nei confronti dei nipoti piccoli.
«Forse - dice Giannotti - c’è questo atteggiamento anche perché fino a poco tempo fa le famiglie avevano nella figura dei nonni pensionati ancora relativamente giovani un’alternativa sostanziale al nido d’infanzia pubblico o privato che fosse». Per la consigliera comunale di Barga il nido d’infanzia non è un’alternativa ai nonni, ma una tappa importante nell’educazione dei bambini. «È un dato ormai assodato a livello europeo - dice infatti Giannotti -che il nido d’infanzia è il primo passo del processo educativo individuale». L'occasione per un'analisi a tutto tondo, è data dall'apertura della mostra sugli asili nido della zona, in corso di svolgimento presso il Centro Medico Ippocrate a Castelnuovo di Garfagnana: «Ogni nido periodicamente organizza degli open day per mostrarsi ed aprirsi alla comunità, i rapporti con le famiglie dei piccoli ospiti sono giornalieri, la formazione delle educatrici è una delle cose più permanenti che abbia mai visto e lo dico da insegnante; insomma siamo orgogliosi di queste nostre sei strutture. Noi speriamo che questa diffusione di conoscenza su cosa sono i nostri nidi d’infanzia serva anche a aumentare l’utenza rafforzandoli una volta per tutte e facendoli uscire da quel senso di precarietà che talvolta si è avvertito in passato».
La mostra si raccoglie in cinque pannelli: presentazione delle strutture; il nido e la famiglia; il bambino e il nido; le educatrici consapevoli e i diritti dei bambini.
Nicola Bellanova
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