Il presidio
Un’altra inchiesta sul comandante
La polizia giudiziaria acquisisce i registri delle vetture
LUCCA. Carmignani, nuova indagine: secondo la procura il comandante dei vigili avrebbe continuato a utilizzare l’auto della municipale per motivi personali. Il comando di piazzale San Donato è scosso da un’inchiesta fotocopia di quella avviata tra settembre e ottobre 2015, che vede l’ufficiale indagato per peculato in merito all’utilizzo dell’auto civetta fuori dall’orario di servizio e per motivi extra lavoro. Per questo primo procedimento Stefano Carmignani, 52 anni, ha chiesto la procedura di messa alla prova, e proprio venerdì il giudice dovrà decidere se concederla (vedi box, ndr).
Ma la giornata di ieri potrebbe ripercuotersi anche sulla prima indagine. Per la procura, infatti, Carmginagni avrebbe cambiato macchina, ma non abitudini. Nel periodo successivo alla prima indagine, secondo gli inquirenti, il comandante avrebbe continuato a usare le auto della municipale per motivi extra lavoro. Invece della Grande Punto civetta (per intenderci, quella senza scritte) stavolta le attenzioni si indirizzano sulle vetture che portano il logo della municipale. In particolare una Mégane e un Alfa 159. Su mandato della procura ieri mattina alle 10, gli agenti della polizia giudiziaria si sono presentati al comando dei vigili e poi in Comune. Negli uffici di piazzale San Donato hanno acquisito i registri del parco macchine della municipale. In totale una ventina di mezzi: due Doblò, una Mégane, una Fiat scudo, una Land Rover, due Alfa 159, una decina di Panda, tre-quattro Citroen C3 e l’ormai famosa Punto civetta, attorno alla quale ruota la prima indagine. Su ogni vettura è presente un registro: chi la utilizza deve annotare l’orario di partenza, quello del rientro, il chilometraggio e il motivo della missione. Una volta completati, i registri vengono sostituiti e quelli vecchi finiscono all’ufficio economato, dove i dati vengono incrociati per verificare il corretto utilizzo delle vetture e giustificare le spese. Da lì finiscono in Comune, all’ufficio del personale di palazzo Orsetti. Proprio economato e ufficio del personale hanno rappresentato le due successive tappe del viaggio della pg, che ha acquisito anche i registri delle presenze e i timbri sui cartellini. I dati verranno incrociati per vedere se nel periodo preso in esame (successivo a quello della prima indagine) le auto dei vigili sono state usate dal comandante nei giorni e negli orari in cui non era al lavoro. Questo nuovo fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Salvatore Giannino, che lavora a stretto contatto con il pm Piero Alessandro Capizzoto, titolare delle altre due inchieste che riguardano la municipale. La prima è quella sul peculato, la seconda è quella che vede il comandante indagato assieme ad altre quattro persone: il capo di gabinetto Luca Galli, il segretario generale Sabina Pezzini, l’amministratore unico della Lucca Holding Servizi Luca Bilancioni e un esperto ispettore della polizia municipale come Antonio Bartolini. Le ipotesi accusatorie, formulate a vario titolo, vanno dall’abuso d’ufficio all’omissione d’atti d’ufficio, dal falso a prevaricazioni legate a «demansionamenti» di agenti della municipale. Nei giorni scorsi Carmignani era stato interrogato dal pm su questo secondo filone. Inizialmente si pensava che l’intervento di ieri mattina della pg fosse legato alla necessità di fare riscontri sulle dichiarazioni rese dall’indagato. Ma non è così.
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