Il presidio
Picchiate e maltrattate da diciotto a 90 anni
Al codice rosa di Lucca il numero di accessi più alto in Toscana
LUCCA. Occhi tumefatti, colli segnati, lividi e graffi su anziani, donne e bambini. Sono le immagini choc mostrate da Piera Banti - coordinatrice del Codice Rosa Lucca Azienda Usl Toscana Nord Ovest - in occasione della presentazione dell'ottavo rapporto sulla violenza di genere in Toscana, esposto ieri mattina nella sala Maria Luisa della Provincia. Un momento di riflessione tramite una serie di foto (con oscurati i tratti riconoscibili delle vittime) proposto da chi «tutti i giorni lavora sulla "carne" e non sulle "carte"», come ha ribadito la Banti. Ad accompagnare le immagini, anche il report della Regione, e alcuni dati specifici per il territorio lucchese che sembrano risultare preoccupanti.
Dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2016, gli accessi al Codice rosa di donne adulte nell'ex Asl 2 di Lucca sono stati 1.002, senza considerare Viareggio con 477. Un numero che posiziona l'intera provincia al primo posto per accessi di donne adulte al codice rosa in tre anni e mezzo: più dell'area compresa fra Firenze e Careggi che ha registrato 1.323 accessi.
«Donne dai 18 anni fino a oltre 90 anni - ha affermato Piera Banti -. L'ultimo caso che ho esaminato al Codice Rosa aveva 93 anni. Arrivano picchiate, maltrattate nell'animo e nello spirito». In totale, dal 2012 al primo semestre del 2016, sono stati 1.370 i casi di adulti (uomini e donne) che si sono rivolti al Codice Rosa nella nostra provincia. Mentre 213 i casi di minori passati dal Codice Rosa della Asl 2 di Lucca nello stesso periodo.
«Per una provincia come Lucca, seconda in questa classifica dopo il Meyer che ne ha visti 229 e che è un ospedale di secondo livello - ha proseguito la Banti - significa che il personale è formato e sensibile. Inoltre, mi sono resa conto che stanno aumentando progressivamente le donne anziane, vittime di una violenza conosciuta pochissimo sia dai medici che dalla società».
A rischio sono soprattutto le donne sopra gli 85 anni e quelle che presentano problemi della sfera cognitiva. Subiscono soprattutto abusi psicologici e finanziari fino a crearsi autolesioni. A presentare più nello specifico i numeri dell'ottavo rapporto sulla violenza di genere in Toscana, è stata Daniela Bagattini, ricercatrice dell'osservatorio sociale regionale, che ha posto in primo luogo l'attenzione sugli 88 femminicidi avvenuti in Toscana dal 2006 al 2015. Di questi, 11 sono accaduti in provincia di Lucca (in un caso la vittima non risiedeva qui). Nel prossimo rapporto però, dovranno essere considerati anche i casi di una donna morta a Camaiore per inedia e quello di Vania Vannucchi uccisa a Lucca la scorsa estate. «Per quanto riguarda le richieste di aiuto ai centri anti-violenza - ha spiegato la Bagattini - Dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016 su tutto il territorio è diminuito il numero di donne che, rispetto al 2014/2015, si sono rivolte per la prima volta a un centro. Fa eccezione Lucca dove si contano 15 donne in più, ovvero il 7,2%». Qui le donne che si sono rivolte ai centri dal 2009 al 2016 sono state 1.402. Nello specifico: 143 nel 2009-10; 167 nel 2010-11; 179 nel 2011-12; 224 nel 2012-13; 258 nel 2013-14; 208 nel 2014-15; 223 nel 2015-16.
Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Interno (Dipartimento della Pubblica Sicurezza), a Lucca le donne che hanno denunciato di aver subito violenza sessuale nel 2014 sono 30, di cui 21 di cittadinanza italiana e 9 straniera. Di queste, 6 con meno di 14 anni; 5 fra i 14 e i 17 anni; 3 fra 18-24; 8 fra 25-34; 6 fra 35-44 anni; 2 fra 45 e 54; nessuna fra 55-64 o più di 65. Inoltre, secondo il report, nel 2015 la nostra è risultata una delle aree dove gli utenti si sono rivolti di più ai consultori per abuso o maltrattamento, dopo Pistoia (248) e Livorno (218): 134 utenti per 512 accessi, segno che le persone tornano circa 3-4 volte. Nel 1° semestre del 2016 sono invece tre gli uomini che si sono rivolti ai centri per autori di violenza.
«L'ultima parte di questo lavoro è dedicato alle case rifugio - ha concluso la Bagattini -. A Lucca sono 36 le donne accolte nelle due case presenti nel 2015: il numero più alto fra tutte le province». Durante l'incontro - moderato dalla dirigente coordinamento politiche al cittadino e alla comunità della Provincia, Rossana Sebastiani - si sono susseguiti gli interventi di chi ha portato all'attenzione il lavoro che svolge tutti i giorni contro la violenza di genere e a sostegno delle vittime. La Provincia di Lucca ha speso 2.621,87 euro per i corsi di formazione; 18.691,68 euro per la sensibilizzazione; 19.108,32 per donne vittime di violenza. «Dobbiamo continuare a lavorare per far sì che si acquisisca più fiducia nelle forze dell'ordine per rafforzare la possibilità di denunciare - ha detto l'assessore Ilaria Vietina -, di attivare sempre una maggior collaborazione fra vari enti e investire, agendo secondo tutte le modalità di prevenzione ed educazione».
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