Il presidio
Lavori socialmente utili coi soldi del bonus
La cifra da utilizzare è intorno a 200.000 euro. Sarà replicata la sperimentazione del progetto Ventaglio di un anno fa
LUCCA. Il Comune di Lucca destinerà a scopi sociali - al sostegno alle famiglie in difficoltà economica - gli introiti che deriveranno dal “bonus gratitudine” disposto a ottobre 2016 dal ministero dell’Interno per le amministrazioni che accolgono profughi sul loro territorio.
Con molte probabilità la cifra che giungerà nelle casse dell’amministrazione lucchese (circa 200.000 euro, visto che il bonus è stato stabilito in 500 euro per ognuno dei 1.220 migranti) sarà investita in progetti di lavori socialmente utili sull’esempio del progetto Ventaglio: una sperimentazione attuata da Comune, Caritas e altre associazioni locali poco meno di un anno fa per creare opportunità temporanee di lavoro in cooperative del territorio per ventisette disoccupati in situazione di disagio (uomini entro i 45 anni di età e donne entro i 38). Per quel piano il Comune stanziò all’epoca 80.000 euro, la Caritas 20.000.
«Pensiamo - spiega l’assessore Antonio Sichi - che il miglior modo per aiutare le famiglie in situazioni di disagio sia un’assistenza all’autonomia. E i punti cardine sono due: casa e lavoro. Anche se solo per alcuni mesi, l’opportunità di un’occupazione all’interno di cooperative locali può essere il modo, per persone fuoriuscite dal mercato, per rientrarvi, rimettersi in gioco. Una sorta di vetrina da cui possono nascere nuove opportunità di lavoro».
Questa l’indicazione generale sull’utilizzo del bonus, anche se i termini precisi, puntualizza l’amministratore, dovranno essere definiti in tutta la loro completezza. Un dato, ad ogni modo, risulta certo al momento, ovvero l’arrivo dei soldi. «Abbiamo avuto comunicazione una settimana fa dalla prefettura», sottolinea Sichi. Il calcolo per la cifra esatta sarà fatto partendo del numero dei migranti ospiti a Lucca al momento in cui fu decisa l’elargizione del bonus, vale a dire ottobre 2016: ce n’erano, informa l’amministratore, «217 in struttura e un numero oscillante fra 180 e 208 nel campo di prima accoglienza alle Tagliate».
Proprio quest’ultima struttura è da settimane al centro di un braccio di ferro tra Comune e prefettura. Sichi lo dice chiaro: «Il consiglio comunale ha votato un documento sui migranti e noi intendiamo rispettarlo. Se la prefettura non lo rispettasse non dando corso al programma concordato, faremo tutti i passi e le azioni che ci sono consentiti». Il 15 novembre 2016, nell’ambito di un consiglio comunale aperto sul tema dei profughi accolti a Lucca, il consiglio ha richiesto un alleggerimento della presenza di ospiti nella tendopoli delle Tagliate: arrivare a 150 ospiti entro marzo 2016 e a cento in prospettiva dell’estate. «Confidiamo che il piano stabilito con la prefettura venga concretizzato - conclude Sichi -. Altrimenti agiremo. Abbiamo fatto da sponda politica e sociale per il governo per molto tempo».
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