Il Tirreno

Lucca

Lime, in mobilità undici dipendenti

Lime, in mobilità undici dipendenti

Avevano chiesto la procedura per poter cercare lavoro Non è mai funzionato il trasferimento da Campo Tizzoro

2 MINUTI DI LETTURA





BARGA. L’epilogo era in qualche modo stato annunciato. Ma non per questo lascia un sapore meno amaro in bocca. Per undici lavoratori della Lime Italy è cominciato il periodo della mobilità. come già era stato annunciato prima dello scorso Natale. Altri sette, a breve, dovrebbero seguire questa strada. Che ha una sola uscita: il licenziamento e, per chi ci riesce, un nuovo lavoro presso un’altra azienda.

Un segnale in più della difficoltà del mondo Kme, ce ne fosse stato bisogno. Perché proprio da lì bisogna partire. Dall’operazione di marzo scorso, quando la Lime di Campo Tizzoro sull’Appennino pistoiese uscì dal perimetro società di Kme per essere inglobata dentro la nuova Lime Italia. Con il progetto di continuare a lavorare in collaborazione con la casa madre, ma di potersi diversificare. Ma anche con un altro punto qualificante: il passaggio dei 24 dipendenti da Capo Tizzoro a Fornaci di Barga, nello stabilimento delle ex Luvata.

Fin qui i progetti. La realtà, però, era stata ben diversa. E fina da giugno scorso si era capito che probabilmente non ci sarebbe stato futuro per i 24 dipendenti della Lime. Il 27 di quel mese, infatti, i dipendenti scesero in strada per un presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Chiedevano certezze, un piano industriale e gli stipendi arretrati.

Dall’Appenino pistoiese alla Valle del Serchio, infatti, sono stati spostati concretamente soltanto gli uffici della Lime. Il reparto produttivo non è mai arrivato. Anche perché - hanno sempre sostenuto i dipendenti e le organizzazioni sindacali - gli spazi individuati non sarebbero comunque stati idonei, soprattutto per una questione di volumetrie.

E che le cose si mettessero molto male lo si era capito quando non erano stati rinnovati i contratti per la manutenzione dei complessi apparecchi utilizzati dall’industria metallurgica.

A ottobre del 2016 era arrivata la richiesta choc dei dipendenti: ottenere la mobilità anziché il rinnovo della cassa integrazione. I lavoratori, non vedendo alcun futuro all’interno della Lime, preferivano infatti poter contare su una situazione che rendesse più appetibile, grazie agli sgravi fiscali, la loro assunzione da parte di altre aziende. Ora questa opportunità è diventata realtà. Speriamo, per loro e le loro famiglie, che anche un nuovo posto di lavoro si concretizzi al più presto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli