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Esuberi Snai, un presidio per chiedere più tutele
Previsto la settimana prossima davanti all’Inps di Lucca. Coinvolti 64 dipendenti I lavoratori: «non ci fermiamo se prima non otteniamo il contratto di solidarietà»
PORCARI. Un presidio davanti alla sede centrale dell'Inps a Lucca. Questa è la risposta dei sindacati e della Rsu della Snai decisa ieri al termine dell'assemblea dei lavoratori che si trovano al centro di una vertenza con l'istituto di previdenza assolutamente imprevista. Il giorno è ancora da stabilire, ma sarà organizzato la prossima settimana. Una questione controversa e puramente tecnica che però rischia di togliere l'unico paracadute possibile ai 64 dipendenti dichiarati in esubero, quello degli ammortizzatori sociali. Questo perchè l'Inps li considera appartenenti al comparto del terziario e non dell'industria, come invece era stato fino ad ora. Su questo punto, ovvero l'inquadramento come attività industriale, non ci sono dubbi per i sindacati visto che da 15 anni sono versati i contributi per questa categoria. Una questione fondamentale e a questo punto prioritaria, poiché dalla classificazione dei lavoratori della Snai dipende anche la possibilità di accedere ai contratti di solidarietà nella trattativa con l'azienda. «Non ci fermiamo fino a quanto non otteniamo il contratto di solidarietà», dicono in coro i lavoratori. Una trattativa che in questo momento è sospesa e che, dopo mesi di tensione e scontro, vede rappresentanze sindacali ed azienda sullo stesso fronte, quello per vedere riconosciuta l'attività industriale. Soprattutto i lavoratori si chiedono come mai l'istituto di previdenza non abbia mai sollevato il problema durante i lunghi anni di versamenti di contributi e solo adesso di fronte alla crisi dell'azienda che, come da dichiarazione congiunta anche con le organizzazioni sindacali, continua a svolgere attività industriali a tutti gli effetti. «Se l'Inps pensa di risparmiare sui contributi versati sulle spalle dei lavoratori non riconoscendo gli ammortizzatori sociali, noi non lo permetteremo», ha ribadito il segretario regionale e coordinatore per la Snai, Massimo Braccini. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, sostengono i sindacati, è stata la visita dell'Inps nella sede Snai di via Boccherini a Porcari per verifiche e interviste per capire che tipo di attività si sta svolgendo all'interno della società delle scommesse. Il caso è stato portato anche all'attenzione nazionale. Nei giorni scorsi Braccini, per sbloccare lo stato di impasse e garantire il futuro dei lavoratori, ha scritto una lettera aperta al governo per spiegare l'emergenza in atto a Porcari e tentare di mantenere gli ammortizzatori sociali. E in questo clima infuocato, in mancanza di chiarimenti, i sindacati non escludono di aprire contenziosi giuridici e legali. «Non ci stiamo a subire questa situazione che stiamo vivendo anche come un'ingiustizia».
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