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Maniglia: «Siamo in campo per vincere»

LUCCA. «Scendiamo in campo per vincere. Siamo in sintonia con Fi, FdI e alcune liste civiche: sono diverse, probabilmente si fonderanno in una. Il dialogo è aperto con Michele Francesconi...

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LUCCA. «Scendiamo in campo per vincere. Siamo in sintonia con Fi, FdI e alcune liste civiche: sono diverse, probabilmente si fonderanno in una. Il dialogo è aperto con Michele Francesconi (proveniente dall’esperienza conclusa di Agenda per Lucca, ndr) e Nicola Buchignani di Alternativa civica. L’unica condizione che abbiamo posto ai nostri alleati è che non appoggeremo mai Marcello Pera e i suoi candidati. Le liste civiche invece ben vengano. Chiunque sarà il candidato, si opporrà all’arrivo di nuovi migranti». Parla sicura e in modo molto chiaro Marcella Maniglia, segretario lucchese della Lega Nord. «Per la scelta del candidato abbiamo dato termine massimo il 31 gennaio. Abbiamo 31 candidati più la sottoscritta che hanno molta voglia di farsi conoscere. Se entro questa data il centrodestra non definirà un candidato a sindaco prenderemo un’altra strada, faremo altre scelte».

Il programma della Lega, spiega Marcella Maniglia, si svilupperà su un livello nazionale stabilito da Matteo Salvini («nostro cavallo di battaglia il tema dei migranti», dice Maniglia) e uno locale. «Stiamo sentendo cittadini, associazioni per scrivere insieme un progetto per Lucca. Punteremo a rivalutare il turismo perché così com’è non produce reddito. Punteremo sulla sicurezza avvalendoci dell’esperienza di persone del settore: è intollerabile la raffica di furti che la gente continua a subire. Punteremo sul sociale con l’attenzione ai diversamente abili».

Anche Marcella Maniglia vede un candidato del centrodestra poco politico e molto “civico”: i tre partiti, dice, «Fanno un passo indietro. Sono pochi i nomi su cui si parla. Il candidato per noi è di area civica, è un volto nuovo della politica, ha fra 40 e 50 anni. E deve essere lucchese, neanche di comuni vicini».

La responsabile della Lega non attribuisce peso alla scelta del Pd confluita su Tambellini. «Altri nomi non avrebbero cambiato i nostri orientamenti o strategie. Se non altro adesso sappiamo chi è il nostro concorrente». (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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