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Laghetto che sprofonda, ci sarà una riunione in Regione
Si indaga sui motivi dello “spostamento” del Prà di Lama, che sta suscitando allarme Il sindaco Angelini: «Cerchiamo di capire cosa succede». L’accesso è ancora interdetto
PIEVE FOSCIANA. Movimenti ciclici che appartengono alla storia o qualcosa di cui preoccuparsi? A fine mese, il sindaco di Pieve Fosciana sarà a Firenze presso la sede della Regione Toscana per un incontro con il responsabile ed i tecnici dell’ente per parlare di quanto sta accadendo al laghetto termale di Prà di Lama. Il laghetto ha subito una forte trasformazione negli ultimi mesi suscitando varie reazioni tra cui anche quella di una esperta dell’Ingv, Fedora Quattrocchi, che ha sottolineato la possibile pericolosità della zona a livello sismico perché incrocio di due faglie in movimento. Paure che il sindaco Francesco Angelini non sottovaluta, ma ritiene per il momento da verificare attentamente. Infatti, la storia racconta che il laghetto, con la calda acqua sulfurea, si è sempre “spostato”. Uno spostamento dovuto non all’aumento dell’acqua presente, ma all’abbassamento del terreno argilloso che è ciò che ha fatto naufragare il progetto termale dell’ex sindaco Tognarelli con la struttura che doveva ospitare le terme costruita appunto su un terreno inadattato, mai completata ed oggi abbandonata.
«Da quando ho ricordi io, ma anche le persone più anziane della popolazione – spiega Angelini – quella zona è sempre stata instabile. Andremo comunque in Regione per avere delle risposte, per sapere come orientarsi, per capire se con i mezzi odierni, certamente superiori a quelli del passato, è possibile capire come mai avvengono questi abbassamenti del terreno e come possiamo intervenire». L’idea è quella di compiere studi più approfonditi, magari coinvolgendo alcune Università: «Negli ultimi 50-60 anni è già successo che il laghetto abbia cambiato la sua “posizione” – prosegue il sindaco – solitamente l’abbassamento del terreno provocava un crollo verticale, stavolta invece c’è anche una dimensione orizzontale». L’accesso alla zona di Prà di Lama rimane interdetto. È da fine settembre che il comune ha emanato un’ordinanza che vieta l’accesso a mezzi. Da qualche settimana, causa l’estendersi dell’acqua, è impossibile anche raggiungere la zona dove erano installate delle docce perfino a piedi tanto che un rubinetto per raccogliere l’acqua, che sembra avere proprietà benefiche di primo piano, è stato momentaneamente installato nella parte vicino all’accesso. Il laghetto in questi giorni di freddo è parzialmente ghiacciato così come avvenuto altre volte in passato. «Andremo in Regione per cercare risposte a quanto sta accadendo», chiude Angelini, mentre non si fermano le speranze di chi vede un futuro per le acque termali di Pieve Fosciana. L’ultima voce di paese riguarda l’interesse di un’azienda per sistemare una struttura abbandonata e mai completata sul Piano Pieve per realizzarci una sorta di Spa proprio sfruttando l’acqua di Prà di Lama.
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