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Lucca

Ispettori dell’Inps alla sede Snai

Ispettori dell’Inps alla sede Snai

Il sindacato teme una volontà di non pagare gli ammortizzatori sociali, oggi lavoratori in assemblea

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PORCARI. Il caso Snai assume sempre più un aspetto paradossale. È questo il pensiero dei sindacati dopo che gli ispettori dell'Inps si sono recati nella sede di via Boccherini, a Porcari, per verifiche e interviste per capire che tipo di attività si sta svolgendo all'interno della società delle scommesse.

A riferirlo è Massimo Braccini, coordinatore nazionale della Fiom Cgil per la Snai. Al centro dell'iniziativa di Inps c'è la querelle sulla classificazione dei lavoratori della Snai, dopo la fusione con la Cogemat. Una questione, quella dell'inquadramento dei lavoratori, sulla quale si è aperto un braccio di ferro tra gli stessi sindacati e Inps. E i lavoratori, che oggi si riuniranno in assemblea, sono pronti ad una nuova battaglia. Perché il rischio, in caso di mancato riconoscimento dell'attività industriale, è che possano venire meno anche gli ammortizzatori sociali. Insomma, un paradosso, evidenzia la sigla sindacale, che avrebbe conseguenze pesanti per i 64 dipedenti in esubero annunciati dai vertici dell'azienda.

«Sembra un paradosso che dopo 15 anni di inquadramento industriale l'Inps si svegli ora di fronte alla crisi per capire che attività sta svolgendo l'azienda – dice Braccini, che pone anche alcuni interrogativi – perché fino a oggi non si sono resi conto di nulla? Dove era l'Inps in questi anni? Perché non ha mai sollevato il problema durante i lunghi anni di versamenti di contributi e solo adesso, di fronte alla crisi, si pone un problema inesistente? Non sappiamo se ci si rende conto della gravità della situazione e della leggerezza con cui un ente così importante stia seguendo questa questione a scapito dei diritti dei lavoratori che rischiano di essere licenziati. L'azienda, come da dichiarazione congiunta anche con le organizzazioni sindacali, continua a svolgere attività industriali a tutti gli effetti, così come è sempre stato».

In questo caso snche l'azienda è allineata alla posizione dei sindacati, ovvero che l'inquadramento dei lavoratori è di tipo industriale e che, quindi, i lavoratori hanno diritto agli ammortizzatori sociali (contratti di solidarietà e cassa integrazione). Ormai sono passati quasi tre mesi da quando è emersa questa situazione che si è sovrapposta a quella dei posti di lavoro a rischio.

«Già la situazione aziendale è complessa – commenta Braccini – ma se l'Inps pensa di risparmiare sui contributi versati sulle spalle dei lavoratori non riconoscendo gli ammortizzatori sociali, noi non lo permetteremo. Si profilano contenziosi giuridici e legali, non ci stiamo a subire questa situazione, non solo perché sarebbe un sopruso, ma anche un'ingiustizia».

Intanto oggi saranno organizzate assemblee dei lavoratori e dalle 11,30 a 12,30 e dalle 14 alle 15. «Per decidere le azioni sindacali da intraprendere anche nei confronti dello stesso ente», annuncia il sindacalista.

Nicola Nucci

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