Il Tirreno

Lucca

Pd, Parrini si impone Tambellini candidato

di Luca Cinotti
Pd, Parrini si impone Tambellini candidato

Il segretario regionale e Rossi garanti di lista e programma

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LUCCA. Il tira è molla è finito. Alessandro Tambellini correrà per un secondo mandato, e lo farà (senza primarie) sotto le insegne del Partito democratico. Che ritrova, a fatica, la sua unità con l’intervento in prima persona di due garanti: il segretario regionale Dario Parrini e il governatore della Toscana Enrico Rossi. Saranno loro a “menare le danze” da ora in avanti: a cominciare dal programma e - soprattutto - dalla composizione della lista. Sulla quale il sindaco ha, di fatto, ottenuto quello che è andato cercando nelle ultime settimane: una rappresentanza (non solo simbolica) di tutte le componenti e non un “asso pigliatutto” dei renziani.

Le trattative - come abbiamo scritto anche ieri - non si erano mai del tutto interrotte. Anche dopo che era stato dato il via alla macchina delle primarie. Una decisione che serviva (anche) a mettere pressione su Tambellini (e sui suoi) perché si arrivasse a un patto.

Decisiva è stata, in questo senso, una riunione tenuta in gran segreto lunedì pomeriggio a Firenze, alla presenza del sindaco, del commissario Stefano Bruzzesi, di Parrini e di Rossi. Un incontro riservato, sul quale il primo cittadino si è sbottonato pochissimo. Anche con i suoi più stretti collaboratori. Che il barometro puntasse sul bel tempo, in casa Pd, lo si era capito da qualche ora. Ma i più si aspettavano qualche sviluppo per oggi.

Ieri pomeriggio, invece, è stato proprio Parrini a rompere l’indugi. Con un comunicato scritto di suo pugno, dai toni duri e con qualche sassolino da togliersi dalle scarpe. Per Parrini a Lucca l’obiettivo prioritario è aprire un dialogo con i cittadino, «prendendo le mosse dal lavoro svolto in questa legislatura». Per realizzarlo «è necessario che gli eccssi polemici interni al Partito democratico cessino da subito di occupare il centro della scena pubblica. In queste settimane il commissario del Pd comunale Stefano Bruzzesi, con molto equilibrio e grande pazienza, ha egregiamente prospettato percorsi unitari ampiamente condivisibili. Purtroppo queste proposte non hanno trovato il generale accoglimento che avrebbero meritato e che era lecito attendersi. Perdurando l’assenza di un’intesa si impone da parte mia un intervento certamente non rodinario, che tuttavia sarebbe sbagliato in queste circostanze anch’esse non ordinarie, non porre in atto. Pertanto, a partire dalla ricandidatura a sindaco di Alessandro Tambellini - per il successo della quale è necessario attivar el’impegno di tutto il partito - il Pd regionale reputa di dover assumere la diretta responsabilità di tutte le scelte per le quali non si è rivelata possibile una definizione consensuale. In primo luogo quelle finalizzate ad assicruare al candidato sindaco il supporto di un programma di alto spessore e di una compagine consiliare plurale. Come è avvenuto nelle ultime settimane, anche nella fase che adesso si apre continuerà a essere costante e costruttivo il confronto con il presidente Enrico Rossi». Non a caso Parrini - renziano doc - cita Rossi (che è candidato alla segreteria proprio contro Matteo Renzi): vuole dimostrare che il successo può nascere solo dalla composizione di idee diverse.

Sulla lista, Tambellini dovrebbe aver ottenuto la garanzia di una corposa rappresentanza di persone di sua fiducia (almeno una decina). E senza veti sui nomi. Fra i candidati, dunque, ci saranno quasi sicuramente esponenti dell’attuale maggioranza di espressione Pd, sia fra quelli che siedono nei banchi del consiglio comunale, sia fra gli assessori.

Il procedimento delle primarie, comunque, non dovrebbe essere interrotto, anche per evitare qualsiasi rischio di ricorso. Molto semplicemente, non ci sarà nessuno che raccoglierà le cento firme di iscritti per presentare una propria candidatura. Non lo farà Stefano Baccelli, che rimarrà consigliere regionale. E non lo farà nemmeno Matteo Garzella, che continuerà a correre da solo, sfidando Tambellini al primo turno insieme agli altri candidati. Quelli già sicuri (come Fabio Barsanti di CasaPound e Luca Nannipieri) e quelli che ora dovranno farsi avanti. A cominciare dal nome del centrodestra.

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