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Io, i giudici e l’emozione Biagioni racconta X Factor
L’intervista al cantautore lucchese fra i protagonisti del talent di Sky Uno «Ho deciso di provare a partecipare solo cinque giorni prima della scadenza»
LUCCA. Quando Andrea Biagioni descrive come è cambiata la sua vita dopo la partecipazione a X Factor, è un fiume in piena con le idee chiare. Non certo sul genere di chi vorrebbe farsi promozione a tutti i costi - come talvolta potremmo aspettarci quando si viene travolti da tanto successo all'improvviso - ma, piuttosto, con l'atteggiamento appassionato di chi trae piacere nell'accorciare le distanze, nel rendere gli altri partecipi di qualcosa di bello, un passo più vicino a te.
Davanti e dietro la telecamera che lo inquadra per la diretta, andata in onda ieri sulla pagina Facebook “Il Tirreno - Lucca”, infatti, Andrea è sempre lo stesso. Senza maschera. In strada quando saluta i passanti, in redazione quando si presenta ai giornalisti e così al di là dell'obiettivo, l'ex concorrente di X Factor indossa ovunque quel vestito semplice, ricamato dei recenti traguardi, cucito a pelle da anni di duro lavoro. La musica per lui non è solo un mestiere. La musica lo rappresenta, nella musica si riconosce, come fosse una missione. E per la musica lotta, con la determinazione di chi non scende a compromessi. «In questo momento mi sono ritirato in una casina in cima a un colle per poter scrivere in pace - esordisce - e per trovare la mia via creativa».
Provare, solo in compagnia della sua chitarra, fra scartoffie e spartiti, del resto, è qualcosa che gli appartiene dal profondo. «Fino ad oggi sono stato più interprete che cantautore - confessa rispondendo alla domanda di una lettrice - La mia idea adesso è proprio quella di creare. Ho bisogno di dire la mia anche nel mondo musicale. Voglio scrivere un brano completo». Un artista a tutto tondo, nato un gradino alla volta. La sua carriera affonda le radici in un passato lontano, fatto di talento e perseveranza: all'inizio ancora con poca consapevolezza, poi man mano acquistando sempre più padronanza di sé. «Ho cominciato a suonare il pianoforte da bambino all'età di 10 anni - racconta - per me la musica è sempre stata un'emozione concreta. Già allora sentivo che c'era fra noi un collegamento particolare. Così, dopo quattro anni, da autodidatta mi sono avvicinato alla chitarra, lo strumento che non ho più mollato».
Dedicando interi pomeriggi alla sua passione, da solo o con gli amici di sempre nelle sale e nei locali lucchesi, pian piano Andrea prendeva coscienza di un sogno. Anche quando, fra due fuochi, preferiva la chitarra ai doveri scolastici e alle responsabilità di uno studente del liceo, fino a che, a vent'anni, non si è trasferito a Roma per perfezionarsi. Diplomato in chitarra moderna alla University of Essex nel distaccamento di Bologna, ha studiato anche alla Jam Academy di Lucca. Nel frattempo si è avvicinato al canto ed è entrato al Berklee College di Boston. «La parte vocale è arrivata dopo, perché mi piacevano i chitarristi cantanti - spiega - Da bambino mi innamoravo ogni volta ascoltando Battisti, De Gregori e De Andrè. Poi con il tempo, mi sono indirizzato più verso la musica americana e inglese».
Ad aprile 2016, l'iscrizione ai provini per il talent show di Sky Uno, solo cinque giorni prima della chiusura. Da lì, è stato tutto un crescendo. «L’emozione più grande l'ho provata durante i Bootcamp all'Unipol Arena - ricorda - La più forte in assoluto. Il live, inoltre, si è rivelato impegnativo, molto diverso dalla mia normalità. Poi ho trovato un equilibrio, ma alla prima puntata ero congelato».
Ad aiutarlo nella sua sfida, anche gli altri concorrenti del programma con cui Andrea ha stretto un'amicizia proseguita anche dopo la trasmissione. Fra questi Eva, i Daiana Lou, Loomy, i Soul System e Rochelle. E a chi gli domanda se abbia una canzone del cuore, il ragazzo risponde deciso: Hallelujah di Leonard Cohen, proprio il brano che ha conquistato la giuria durante i Bootcamp e con cui successivamente Andrea ha lasciato per sempre il palco di X Factor. Frattanto, è arrivato l'inedito in italiano, nonostante che l'artista abbia sempre preferito cantare in inglese, come nota una lettrice. «”Il mare dentro” è un brano molto positivo - risponde Andrea - mi ha emozionato più degli altri. La lingua non fa differenza, l'importante è ciò che dà».
A guidarlo in tutto il percorso, il frontman degli Afterhours, Manuel Agnelli: una spalla quando aveva bisogno di un supporto, un amico quando gli serviva una voce familiare, un maestro da cui imparare. «Un personaggio che ho sempre ammirato - commenta - Lavorare insieme è stata un'esperienza incredibile». Pur non potendo avere contatti con l'esterno, anche il supporto dei fan, dimostrato ad Andrea durante tutte le puntate con cori e striscioni - e dopo la sua uscita in maniera più diretta - ha avuto un peso importante per l'artista.
«Attendevo ogni volta con ansia il momento della pubblicità - dichiara - Per due volte sono riuscito ad intravedere nel pubblico amici e sostenitori e sono corso ad abbracciarli». Fra la pressione e la vita intensa, quasi fuori dal mondo reale, trascorsa all'interno del loft di X Factor, infatti, un viso familiare giunto da lontano era per Andrea la conferma necessaria. Una, fra le mille ragioni, per premere forte sulle corde della sua chitarra, sulle quali ancora, giorno dopo giorno, lascia fatica e coraggio. Su una spalla uno zaino pieno di belle esperienze e sull'altra la custodia rigida del suo strumento, il cammino professionale di Andrea è un viaggio che inizia adesso, ma tenacia e talento saranno per lui il miglior biglietto da visita. Al termine dell'intervista, il musicista si è esibito per i lettori del Tirreno sulle note di "Hurt" di Johnny Cash in un video visibile sulla pagina Facebook del nostro giornale.
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