Meteo
Addio al brigadiere del radiomobile
Martedì alle 15 nella chiesa dell’Arancio i funerali di Massimo Micale
LUCCA. Notti interminabili e giorni lunghissimi. Una vita dedicata al suo lavoro: servire lo Stato, essere al servizio dei cittadini. Per il brigadiere dei carabinieri Massimo Micale quel lavoro era la sua vita. Lo svolgeva con il sorriso sulla labbra e una serenità interiore che lascia di sale anche i suoi colleghi. Difficile vedere in preda all’ira quel gigante buono in divisa che per oltre vent’anni è stato a contatto diretto con la gente. Un uomo del «radiomobile». Un carabiniere sul campo, in prima linea, pronto a bordo della «gazzella» e in compagnia del collega di turno ad entrare in azione quando dalla centrale operativa scattava l’allarme per furti, rapine, risse, spaccio di droghe, persone o auto sospette. I gradi se li era guadagnati in trincea e soprattutto tra le forze dell’ordine del territorio si era guadagnato il rispetto di tutti: dagli ufficiali ai commilitoni ai «colleghi» della polizia. Un anno e mezzo fa ha lasciato il servizio. Ma il congedo dall’Arma non è stato sereno come avrebbe dovuto essere. E il sorriso del «gigante buono» si è spento lasciando spazio allo strazio e al rimpianto di chi gli voleva bene. Massimo Micale, che abitava tra l’Arancio e San Filippo, è morto tra sabato e domenica dopo una malattia inesorabile lasciando nel dolore la moglie e l’adorata figlia. I funerali sono stati fissati per martedì alle 15 nella chiesa dell’Arancio. Ai familiari e agli amici vanno le condoglianze della redazione de Il Tirreno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
