Il presidio
Sondaggio telefonico sul voto a Tambellini
A Lucca Ipsos sta conducendo un’indagine sul gradimento del sindaco e del partito, bocche cucite sul committente. Episodio analogo a gennaio del 2012
LUCCA. Nella case di diversi cittadini lucchesi in questi ultimi giorni è squillato il telefono per parlare di politica. O meglio, per rispondere ad alcune domande. Quelle di un sondaggio sul gradimento e sull’eventuale voto per il sindaco uscente Alessandro Tambellini.
A realizzare l’indagine è uno degli istituti di statistica più importanti del Paese: si tratta dell’Ipsos di Nando Pagnoncelli. A quanto si apprende da alcune persone che hanno ricevuto la telefonata, le domande sono piuttosto precise. E incentrate sul gradimento da parte dell’elettore sull’attività amministrativa portata avanti negli ultimi cinque anni dall’amministazione Tambellini. Alla stessa stregua viene chiesta l’eventuale intenzione di voto nel confronto del Partito democratico.
Gli ambienti Pd di entrambe le parti - tambelliniani e renziani - tengono la bocca chiusa sulla committenza del sondaggio. Ma proprio per il tipo di domande, e per il particolare momento politico, sembra probabile che l’origine sia da ricercarsi proprio in abito dem.
Corsi e ricorsi, verrebbe da pensare. Perché proprio cinque anni fa ( si era fra il 16 e il 18 gennaio del 2012, quindi nello stesso periodo dell’anno) fu la segreteria nazionale del Partito democratico a commissionare un’indagine su Lucca, allora alla società Ipr Marketing. E oggi come allora in lizza per la candidatura del centrosinistra erano Alessandro Tambellini e Stefano Baccelli, con il secondo che le chiedeva a gran voce. Allora i numeri e il buon trend di crescita di Tambellini anche nei confronti dello spappolato centrodestra convinsero i vertici regionali e nazionali del partito a non concedere le primarie, e a mantenere la barra dritta su Tambellini.
Oggi la decisione potrebbe essere opposta e a fare da ago della bilancio non c’è solo il sondaggio con il suo risultato. Le divisioni fra i due campi sulla composizione delle liste rimane infatti tutta in piedi. E se la giornata di ieri - e molto probabilmente quella di oggi - è stata caratterizzata dal silenzio dei protagonisti, sotto la superficie placida le frizioni non si placano.
Tambellini e i suoi non accettano quello che da parte dei renziani era stato presentato come un tentativo di accordo in extremis: sostegno al sindaco uscente ma due liste separate. Una, con il nome e il simbolo del Pd, composta esclusivamente da renziani. L’altra, dal nome “indicativo” di “Democratici per Tambellini” che raccogliesse le persone di fiducia del sindaco e chi ha condiviso con lui i cinque anni di governo di Palazzo Orsetti.
Se - come pare più che probabile - anche questa soluzione verrà archiviata, le primarie saranno davvero dietro l’angolo. Anche se prima di cominciare a raccogliere le firme dovranno essere sciolti un paio di punti. Il primo è formale e riguarda i dettagli delle procedure: se ne parlerà domani pomeriggio nella riunione del Comitato organizzatore. Il secondo, invece, è politico: le firme vanno raccolte su un nome preciso. Ed è qui che diventa centrale il ruolo di Stefano Baccelli. Il consigliere regionale ancora non ha parlato né mai ha detto di accettare l’investitura a candidato sindaco. Ma se questo sarà effettivamente il punto di caduto (e, a meno di bluff, così sembra essere), Baccelli dovrà sciogliere ogni dubbio. E potrebbe davvero essere questione di ore.
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