Il Tirreno

Lucca

Malato per l’amianto truffato per anni dall’amica di famiglia

La donna ha spillato all’uomo e alla moglie 30.000 euro Si è anche finta giudice minacciando un pignoramento

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COREGLIA. Truffare è sempre un gesto squallido, ma, se possibile, diventa ancor più indecente quando si colpiscono persone indifese come gli anziani e, per di più, tradendo la fiducia riposta verso una persona ritenuta amica. I carabinieri della compagnia di Castelnuovo lunedì pomeriggio hanno arrestato una donna di 68 anni, residente nel comune di Coreglia Antelminelli, per il reato di truffa aggravata ai danni di una coppia di anziani residenti nella Mediavalle.

La donna, approfittando della confidenza che si era venuta a creare con la coppia, circa tre anni fa aveva prospettato ai due la possibilità di ottenere un ingente risarcimento economico derivante dai contatti che l'uomo aveva avuto con strutture e materiali in amianto durante la sua vita lavorativa. Aveva infatti millantato conooscenze con gli uffici competenti e aveva chiesto una modesta somma di denaro quale anticipo per le spese necessarie a istruire la fantomatica pratica di indennizzo. E man mano che il tempo passava le richieste di denaro si ripetevano.

Per rispondere ai dubbi degli anziani che non avevano ottenuto alcun risultato, nonostante tutti i soldi versati, la truffatrice aveva suggerito di rivolgersi a un avvocato che lei stessa si era premurata di trovare. Per avvalorare l'affidamento dell'incarico la donna aveva acquistato un secondo numero di cellulare con il quale, camuffando la voce e facendo sempre chiamate che risultavano molto disturbate proprio per ottenere maggiori garanzie di non essere riconosciuta, si presentava come l'avvocato da loro incaricato a seguire il contenzioso sulla pratica. In linea con la truffa, l'inesistente avvocato chiedeva di consegnare le somme per il suo compenso direttamente alla truffatrice che avrebbe fatto da tramite con loro.

Quando poi gli anziani hanno cominciato a essere riluttanti sui pagamenti, in almeno un'occasione, presentandosi come un giudice di pace, aveva prospettato il pignoramento dei mobili della loro abitazione, a causa dei prestiti nel tempo richiesti ad amici proprio per far fronte alle continue consegne di denaro per la truffa perpetrata ai loro danni.

Ridotti in serie difficoltà economiche con estrema sofferenza ma con il pieno appoggio dei familiari, i due coniugi alla fine hanno deciso di recarsi dai carabinieri a segnalare quanto accaduto. All'ulteriore, ennesima, richiesta di denaro erano quindi presenti i militari della stazione carabinieri di Fornaci di Barga e del nucleo operativo e radiomobile di Castelnuovo di Garfagnana che accertavano non solo l'effettiva consegna dei soldi, ma rinvenivano nel possesso della donna la scheda telefonica utilizzata per contattare gli anziani fingendosi avvocato.

La truffa avrebbe fruttato alla donna una cifra stimata in oltre trentamila euro in circa tre anni, e causava ripercussioni immediate nella vita quotidiana degli anziani che - a mero titolo esemplificativo - già pochi giorni dopo aver ricevuto la tredicesima mensilità della loro pensione, si erano visti costretti a consegnarla interamente alla donna. La truffatrice è stata quindi arrestata in flagranza per ttruffa aggravata continuata e venerdì il gip ha convalidato l'arresto, disponendo in capo alla donna il divieto di avvicinamento e di comunicazione con le vittime.

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