Il Tirreno

Lucca

«Le vie storiche abbandonate dai lucchesi»

di Barbara Antoni
«Le vie storiche abbandonate dai lucchesi»

Satti: per comodità preferiscono la periferia Invece per i furti gli stranieri lasciano le colline

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LUCCA. Gli stranieri (e i non lucchesi) innamorati di Lucca lasciano le colline pittoresche e le ville d’epoca per approdare negli appartamenti di lusso del centro storico. I lucchesi del centro storico invece se ne escono e gli preferiscono l’immediata periferia, dove vivere è più agevole e più pratico. È la geografia delle residenze, che cambia secondo variabili “moderne”: in base al senso di sicurezza per i primi, per effetto del senso di straniamento derivato dal ritrovarsi in una città che non riconoscono più per i secondi.

È l’analisi di Giuliano Satti, un nome nel campo delle agenzie immobiliari a Lucca (gruppo Essegi) e non solo: uno che vede la città da una prospettiva esclusiva, intercettandone movimenti non visibili agli occhi di tutti, determinati da un intreccio di fattori che scaturiscono, alla fine, dal cambiamento dei tempi.

«Si sono modificate le problematiche della residenza in campagna - spiega l’immobiliarista -, dove gli stranieri e i non lucchesi che si sono trasferiti a Lucca avevano acquistato ville e rustici. Purtroppo negli ultimi anni sono stati bersagliati dai furti. Ho un cliente olandese che ha una villa sulle colline: in dodici anni ha subito dieci furti, molto importanti. In media quasi uno l’anno. Alcuni miei clienti che vivono in collina che per difendersi dai furti hanno militarizzato le loro proprietà: fra telecamere e allarmi le hanno trasformate in bunker. Così molti decidono di trasferirsi nel centro storico dove comunque, fra le Mura e l’Orto botanico, il verde che amano e cercano non manca. Per questo l’appartamento di pregio in centro, da un minimo di 120.000 euro a un massimo di un milione e mezzo è il target più richiesto a seconda delle possibilità economiche».

Diverse le motivazioni che invece, secondo l’analisi di Satti, inducono i lucchesi di “Lucca dentro” a “emigrare” fuori dalle Mura. «Succede - aggiunge l’immobiliarista - perché non sopportano più la città cambiata. Vanno a vivere fuori per trovare più funzionalità, più praticità. Queste due tendenze, combinate, hanno come risultato che il centro storico di Lucca si sta riempiendo di inquilini che vengono da fuori, che abitano nelle case spesso non per tutto l’anno ma solo in alcuni periodi. E quanto ad età, in media si va dai cinquant’anni in su. Ne deriva che Lucca è una città con un centro storico che sta morendo perché non vede alcuna innovazione. E perché anche qui il livello di sicurezza è basso: mi vergogno quando alcuni ospiti a cui presto delle biciclette per visitare la città tornano sconvolti perché la bicicletta nel giro di poche ore se la sono vista sparire. Non è una polemica: è un dato di fatto».

Ad ogni modo, conclude Satti, «considero un vero peccato vedere la città fare questa fine, diventare turistica e basta. Continuo invece a pensare che Lucca debba essere una città in primo luogo per i lucchesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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