Il Tirreno

Lucca

La scommessa di Irene, carrozziera e imprenditrice

di Rossella Lucchesi
La scommessa di Irene, carrozziera e imprenditrice

Dopo la morte prematura del padre ha rilevato la storica officina Sant’Anna Oggi inaugura la nuova sede ampliata: «Un progetto forse incosciente...»

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LUCCA. Ci vuole davvero coraggio, in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, a decidere di aprire e potenziare un'azienda. E di coraggio ne ha avuto davvero tanto la giovane Irene Checchi, la quale, non solo ha preso le redini della ditta del padre scomparso prematuramente, ma è persino riuscita ad ampliare l'attività con alcuni servizi essenziali per gli automobilisti. E oggi, dalle 18 attende nella nuova sede per festeggiare l'evento, tutti coloro che vorranno condividere con lei un sogno che diventa realtà.

«Un progetto forse incosciente, ma nel quale ho riposto tutte le mie energie e tante risorse» dice la neotitolare della carrozzeria Sant'Anna che, dalla sede storica di corte Baciali nell'omonimo quartiere alle porte di Lucca, da oggi opererà al civico 2649/b di via Sarzanese a Vignola. Una storia commovente quella di Irene, trentacinque anni e un carattere forte e determinato che, con tenacia e risolutezza, ha affrontato uno dei momenti peggiori della sua vita, dando nuova vita all'azienda di famiglia, altrimenti destinata a una fine certa.

Sin da piccola respira “aria di motori” perché il padre Emilio lavora nella carrozzeria da quando aveva 14 anni. Prima come dipendente e dal 1983 in qualità di titolare insieme al socio Giovanni Salani, dopo aver rilevato l'attività dall'ex proprietario Abdon Giovannelli. Non ha ancora compiuto diciotto anni Irene, quando il socio del padre decide di andare in pensione. Adesso c'è bisogno di aiuto in azienda, perché da solo il babbo non ce la fa a riparare le auto e a gestire la contabilità. La figlia non ci pensa più di tanto e si propone. D'altronde ci è cresciuta in quell'ambiente che adesso l'attrae come una calamita. E poco importa se è un “ambiente da uomini”. Inizia come dipendente in qualità di segretaria e nel 2009 entra in società col padre, occupandosi via via di tutto ciò che riguarda la parte amministrativa dell'azienda. Tutto procede bene, ma il destino è in agguato e due anni e mezzo fa il padre viene a mancare, lasciando nello sconforto clienti, dipendenti e familiari. E soprattutto quella giovane ragazza che stava venendo su tanto bene ed era anche l'orgoglio di mamma Sonia, contitolare di un negozio di fiori sulla via Sarzanese. Adesso bisognava decidere se tirare avanti quell'attività sulla quale si era puntato tanto oppure chiuderla e guardare altrove. Ma Irene non ci pensa un attimo. Si rimbocca le maniche e decide di riscrivere il suo futuro. A caratteri cubitali. Prosegue col suo lavoro mentre già vede allargare gli orizzonti lavorativi con progetti che ogni giorno si fanno più nitidi nella mente.

Un anno fa la decisione di abbandonare la vecchia sede in affitto per trasferirsi in una nuova struttura, ma stavolta di proprietà. L'occasione arriva con l'acquisto di un capannone di circa 600 mq. che per anni aveva ospitato una ditta specializzata in impianti elettrici per navi, adesso sotto concordato fallimentare.

«È stata dura, commenta Irene, perché abbiamo dovuto investire circa 400mila euro, ma ce l'abbiamo fatta e questo grazie anche al mio fidanzato, Alessandro Lovi che mi ha dato la spinta decisiva e adesso fa parte dello staff dell'azienda, della quale ha una quota societaria». Il ragazzo è infatti un esperto meccanico, con una lunga esperienza in un noto garage lucchese. Col suo arrivo l'azienda potrà ampliare il giro d'affari, occupandosi anche di revisioni, tagliandi, auto sostitutive e assistenze legali per i sinistri, mentre Irene sta già estendendo una rete di contatti con diverse concessionarie, oltre a coordinare il lavoro quotidiano che condivide anche con due affezionati dipendenti.

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