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Gran successo per la notte di cultura al liceo classico
Gli studenti del Machiavelli hanno celebrato le discipline classiche fino alle 24 con una serata piena di danze, arte, letture e rappresentazioni teatrali
di Flavia Barsotti
LUCCA
Il latino e il greco antico non hanno fatto il loro tempo. Venerdì sera (13 gennaio) gli studenti del liceo Machiavelli lo hanno ribadito ancora una volta, in occasione della "Notte nazionale dei licei classici": la serata di festa, danza, letture e teatro dedicata alla cultura classica che quest'anno ha raccolto l'adesione di 388 istituti in tutta Italia. «Partecipando, vogliamo dimostrare la vitalità e l'attualità di una scuola a forte indirizzo umanistico come la nostra - ha detto la dirigente Iolanda Bocci nel discorso di apertura - Le attività proposte mostrano come le conoscenze e le abilità fornite ai ragazzi si traducano in competenze. Il saper fare che diventa saper essere. Conoscere il passato, per vivere bene il presente e inventarsi un futuro».
Una celebrazione delle discipline antiche in tutte le loro forme, dove i ragazzi - principali attori e veri protagonisti della serata - hanno dimostrato di poter fare cultura in modo divertente e consapevole.
A dare il via all'evento, alle 18, il momento comune a tutti i licei aderenti: la lettura da parte degli allievi del primo stasimo della tragedia "Antigone" di Sofocle. Al termine, in Aula Magna è andata in scena l'intervista doppia a Umberto Ragghianti (ortopedico) e Ignazio Giovacchini (organizer sui set cinematografici), due ex allievi del Machiavelli che hanno preso strade apparentemente lontane dall'impostazione scolastica ricevuta. Un incontro, questo, per dimostrare come, con il liceo classico, possa crescere qualsiasi tipo di profilo umano e professionale.
Alle 18,30 l'apertura del Gabinetto di storia naturale ha poi raccolto tanti visitatori, accompagnati dai ragazzi in un vero e proprio viaggio fra storia e scienza. Sono stati loro, infatti, a fare da guida agli ospiti fino alle 23,30, fornendo spiegazioni per ogni sala. Alle 21, in un'Aula Magna gremita, gli alunni hanno messo in scena la tragedia di Euripide "Troadi", spunto per una riflessione sulla guerra e sul dolore delle donne. Contemporaneamente agli appuntamenti fissi del programma, nelle classi al piano terra, a ripetizione in presenza di pubblico, sono andate avanti altre iniziative: la mostra "Il Machiavelli dall'Ottocento a oggi", l'esposizione di pittura, la rappresentazione teatrale "La verità su Cicerone e Demostene" e Bibliopoli con il libero scambio di libri. Intanto, mentre in emiciclo gli studenti interpretavano i monologhi di Shakespeare, nell'atrio e sulle scale non era raro incontrare qualcuno nei panni di Afrodite, Dante, Nerone o Virgilio. Dopo il coro di allievi e professori e le letture dei testi poetici sui temi della notte e del mare, la serata si è avviata verso la conclusione con la lettura dei versi del poeta Simonide intorno alle 24. «Mantenendo la ricchezza dei fondamenti e dello spessore culturale del liceo classico - ha affermato l'assessore Ilaria Vietina - si è riusciti a non perdere niente e ad aggiungere momenti che costituiscono per i ragazzi un'occasione di aprirsi al mondo».
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