Il presidio
Un progetto per il teatro “nascosto”
Sopralluogo nell’antica e sconosciuta struttura in Corso Garibaldi, accanto alla Lorenzini
LUCCA. Decine di persone ogni giorno ci passano davanti, ma pochi sanno che l'edificio al civico 55 di corso Garibaldi , che sul lato destro si affaccia su via della Caserma, per oltre cent'anni è stato uno dei teatri più in vista di Lucca.
Un gioiello del passato, delle cui origini non si hanno dati certi. Si sa comunque che l'immobile, più volte rimaneggiato, era inserito nel quadrilatero romano e, sicuramente, nel tempo avrà svolto diverse funzioni. Di certo in epoca rinascimentale e fino ai primi anni del 19° secolo gli ambienti ospitarono la biblioteca del convento di San Romano nell'omonimo complesso religioso. Nella prima metà dell'Ottocento divenne il teatro dell'esercito, di stanza alla caserma Lorenzini, e come tale ha continuato a funzionare fino agli anni sessanta del Novecento, ospitando spettacoli e cerimonie per gli ufficiali e le loro famiglie. Poi è calato il sipario.
Caserma e militari sono stati trasferiti a Pisa e successivamente l'immobile è passato nelle mani del Comune. Accadde esattamente il 24 gennaio del 2006 sotto l'amministrazione Fazzi. In quella data il Comune di Lucca stipulò il contratto per l'acquisizione della parte demaniale della Lorenzini, una porzione della quale era già di proprietà dello stesso Comune che l'aveva avuta in concessione dal ministero della Difesa.
Si spesero esattamente 1.528.712 euro, ma adesso si poteva cominciare a ipotizzare un nuovo futuro per quella struttura, che rischiava di rovinarsi per incuria e abbandono, e farne un luogo per attività culturali giovanili, come è anche nei programmi dell'amministrazione attuale. Passeranno circa due anni per iniziare a parlare di un progetto collaterale per la ristrutturazione, da inserire nel piano urbano Piuss. A presentare un'ipotesi progettuale, corredata di ogni minimo dettaglio, sarà, nel 2008, l'associazione culturale Metropolis, con uno studio che prevede la realizzazione di un teatro con ben 250 posti. Un sogno che presto potrebbe diventare realtà. Servirebbe però la bacchetta magica, capace di fare apparire un milione e mezzo di euro, denaro necessario per il riconsolidamento della struttura, spalmata su una superficie di 400 metri a piano, e ormai fatiscente, che però conserva intatto il fascino di un tempo, e il cui tetto è stato ripristinato negli anni Settanta e rinforzato sei anni fa con interventi sulle capriate.
È stato davvero emozionante accedere ieri mattina, per il sopralluogo insieme alla commissione cultura del Comune, al funzionario Alberto Pelletti e al sindaco Alessandro Tambellini. Era come fare un tuffo nel passato e rivivere una delle ultime scene strappalacrime del film "Nuovo Cinema Paradiso". L’ingresso era dalla porta laterale, nell'angusto vicoletto interno, l'unico, al momento, che consente di accedere al teatro posto al piano superiore. Ai tempi d'oro l'ingresso era invece da corso Garibaldi, dove si notano ancora le caratteristiche del teatro, con i servizi per signore e signori e quello che fu l'ampio foyer, attualmente invaso da cartacce e rifiuti.
Negli anni Novanta l'ambiente fu sede delle associazioni d'Arma che occuparono anche la parte superiore, oggi divisa da un muro, dove un tempo c'erano due scale di legno sorrette da quattro colonne tuttora integre, per accedere alla galleria che si apre sul ballatoio decorato con colonnine di pietra che si affaccia su corso Garibaldi.
Il teatro si raggiunge da una scala di pietra che sovrasta uno spazio, attualmente deposito di materiale dei Comics. Lo spettacolo è straordinario, benché desolante: un ambiente nudo che però trasuda di quell'eleganza che caratterizzò l'edificio, con le volte affrescate sorrette da superbi capitelli e finestre che conservano intatte le cornici. Ancora visibili le tracce del palcoscenico e dei meccanismi per il sipario e dei camerini attigui. Sul fondo una porta murata che dà su un ballatoio laterale, mentre un'altra porta, altrettanto murata, collegava il teatro con l'abitazione del maresciallo. Tutto questo, adesso, potrebbe tornare a nuova e migliore vita.
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