Il Tirreno

Lucca

LA VITTIMA DELLA VIOLENZA ERA un LUCCHESE

Naso rotto da pugno devastante Aggressore condannato a 18 mesi

Naso rotto da pugno devastante Aggressore condannato a 18 mesi

MONTECATINI. Un pugno in pieno volto. Senza una provocazione, senza dire una parola, senza che la vittima lo stesse neppure guardando. Vincenzo Iazzetta, 29 anni di Lucca, si ritrovò disteso sull'asfa...

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MONTECATINI. Un pugno in pieno volto. Senza una provocazione, senza dire una parola, senza che la vittima lo stesse neppure guardando. Vincenzo Iazzetta, 29 anni di Lucca, si ritrovò disteso sull'asfalto in mezzo al proprio sangue con zigomo, mascella, orbita oculare e setto nasale fratturati. Un pugno devastante, scagliato con potenza e cattiveria da Filippo Di Cesare Fineschi, 27 anni di Prato, che per questo ieri è stato condannato dal giudice di Pistoia, Gianluca Mancuso a un anno e sei mesi di reclusione, più al pagamento delle spese processuali, a quelle per la costituzione di parte civile liquidate in 5.500 euro e al pagamento di una provvisionale di diecimila euro nei confronti della vittima. Nello stesso processo erano imputati per concorso anche Gianni Sicuranza, 22 anni, difeso dall'avvocato nonché arbitro internazionale di calcio Massimiliano Irrati, e Leonardo Silli di 25 anni, difeso da Manuele Ciappi, entrambi però sono risultati estranei all'aggressione e quindi assolti. L'episodio avvenne la notte del 25 febbraio del 2011 davanti alla discoteca Le Panteraie di Montecatini. Lì Iazzetta, rappresentato in aula dall'avvocato Gabriele Zanobini, era arrivato con un numeroso gruppo di coetanei lucchesi a bordo di un pullman per festeggiare il compleanno di uno di loro. E, a notte fonda stavano proprio risalendo sul pullman per tornare a casa, occupando parte della carreggiata quando sopraggiunse una Mercedes che fu costretta a fermarsi. Sembra sia bastato questo e qualche imprecazione perché - secondo la ricostruzione fatta in aula - Filippo Di Cesare Fineschi uscisse dall'auto, dove sedeva nel sedile posteriore, e colpisse con violenza il primo che si trovò davanti provocandogli lesioni che furono giudicate guaribili in 60 giorni e che hanno costretto il ventinovenne lucchese a dolorosi interventi chirurgici per la ricostruzione del viso, al cui interno porterà per sempre delle placche metalliche. Inutile l'arringa difensiva dell'avvocatessa Michela Galardini che ha cercato di far emergenza la mancanza di prove certe che dimostrassero la colpevolezza di Fineschi.

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