Recensioni in vendita Altra proposta indecente
Ai ristoratori lucchesi l’email di una società per offrire (a pagamento) un pacchetto di giudizi positivi sulla pagina specializzata TripAdvisor
LUCCA. «Stiamo proponendo a tutti gli hotel e ristoranti del territorio italiano e non solo, un servizio efficace di promozione su TripAdvisor. Il servizio permette, investendo un basso budget, di aumentare la propria popolarità su TripAdvisor, ottenendo più recensioni positive»: Inizia così la breve email arrivata due giorni fa a Samuele Cosentino, titolare del ristorante Gli Orti di via Elisa, e inviata dall'agenzia RecensioniTrip.it per offrirgli un pacchetto di recensioni positive, così da aumentarne il numero sul portale e scalare la classifica sul motore di ricerca interno.
Un "sistema di marketing", come precisano sul sito dell'agenzia, «svolto attraverso azioni mirate sul profilo TripAdvisor» sulla base di tre proposte di acquisto: il pacchetto gold (15 recensioni in 30 giorni per 315 euro), il silver (10 recensioni in 30 giorni per 220 euro) e il bronze (5 recensioni in 30 giorni per 125 euro). Un'offerta che riapre il dibattito su una questione che divide da tempo i ristoratori, fra quelli indignati e quelli che, più o meno in sordina, approfittano di queste opportunità.
«Email del genere arrivano di continuo – dice Cosentino – in questo caso, addirittura con nome, cognome e numero di telefono. Sono molto arrabbiato, trovo questo sistema scorretto nei confronti di tutti». Ma è solo un problema di carattere etico? Possibile. O almeno così sembra, finché queste società non utilizzano illegittimamente il nome di TripAdvisor: «Non siamo TripAdvisor, né lo rappresentiamo in nessun modo», precisano infatti sul sito RecensioniTrip.it, che abbiamo provato a contattare per capire meglio il meccanismo del mercato delle recensioni.
Ci è stato risposto però che, trattandosi di un'azienda con sede in America, sarebbe stato difficile poter parlare con un responsabile. Alla richiesta scritta tramite email per adesso non è seguita risposta.
«TripAdvisor disconosce questo tipo di attività, ma al tempo stesso non ha filtri come Booking – prosegue Cosentino – nei confronti dei ristoratori e dei clienti che lo ritengono uno strumento trasparente, non è un metodo corretto. Ma se queste agenzie resistono, vuol dire che qualcuno si presta». Difficile potersi fare un'idea di quanti siano i locali lucchesi che hanno ceduto al fascino delle recensioni facili, sebbene talvolta a fare da spia siano quelle opinioni dalla dicitura semplice, standard e piuttosto generica che si ripetono in breve tempo.
«Tutto si gioca sulla nostra pelle – continua Cosentino – ma per noi questo è un mestiere: significa impegno, investimento, rischio e non è giusto che ci sia chi ci lucra sopra».
In questo modo, la clientela potrebbe essere portata fuori strada dalle opinioni positive acquistate tramite un servizio? È la domanda che si fanno molti titolari di esercizi, finendo per chiedersi se, tutto ciò, non possa assumere i caratteri di una truffa ai danni del consumatore. «La giunta nazionale Fipe ha aperto sul tema un tavolo permanente con TripAdvisor – spiega Benedetto Stefani, titolare dell'omonima trattoria e presidente del sindacato Fipe ristoratori Confcommercio Lucca – ci stiamo lavorando: le recensioni incidono del 18-20% sul desiderio di mangiare in uno o in un altro locale. TripAdvisor chiede che chi propone la compravendita di recensioni, utilizzando in modo improprio il suo nome, venga opportunamente segnalato. Il mio appello ai clienti è: provate i locali personalmente, non affidatevi alle recensioni di gente pagata per scriverne bene. Lo slogan di questa battaglia potrebbe essere "provare per credere"».
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